È VIENNA LA CAPITALE ECOLOGICA D’EUROPA

Metà del territorio urbano occupato dal verde, 1200 km di piste ciclabili, acqua di montagna e aria pura, produzioni bio in città, ristoranti e hotel a basso impatto. E una riserva urbana della biosfera.

Da chi devono imparare i nostri amministratori per rendere le metropoli italiane più vivibili? Senza dubbio da Vienna. Da due anni la capitale austriaca ha strappato a Zurigo il titolo di città più eco-sostenibile del vecchio continente. È l’agglomerato urbano dove si vive meglio in Europa, secondo la classifica 2011 di The Economist che considera ambiente, cultura, infrastrutture, sistema sanitario ed educativo. E nel 2010 era la più vivibile del mondo secondo la graduatoria Mercer tra 221 metropoli. Vince per le aree verdi, la qualità di acqua e aria, i trasporti pubblici, l’offerta culturale e per il tempo libero. Il 50% del territorio comunale è occupato da boschi, prati, giardini e campi: a Zurigo ‘appena’ il 46,5%. Ci sono oasi naturali in pieno centro, come i parchi del Ring (con 100.000 alberi lungo i viali che circondano il centro storico), i giardini barocchi dei palazzi del Belvedere e di Schönbrunn o l’immenso Prater con 6 milioni di metri quadrati di verde pubblico attraversati da un viale con 2500 alberi lungo 4500 metri, dove ci si dimentica di vivere in città. In totale 850 parchi urbani. Alcuni giganteschi come la Donauinsel, l’isola sul Danubio; il Wienerwald, il famoso Bosco Viennese, una riserva della biosfera in cui si studiano strategie per la protezione della natura; e il Lobau (fa parte del parco nazionale Donau-Auen), raro caso di paesaggio fluviale vergine in un’area urbana europea. In città vengono protetti gli habitat di specie vegetali e animali: c’è un programma per la conservazione delle 21 specie di pipistrelli urbani e per legge ogni albero abbattuto deve essere sostituito. Il Comune di Vienna è un’azienda agricola biologica che, in mille ettari, produce 3500 tonnellate di verdure 1000 tonnellate di cerali. È bio il 17% della produzione agricola cittadina, venduta direttamente dagli agricoltori a Naschmarkt e Karmelitermarkt. E molti ristoranti offrono nel menu prodotti bio a km zero. E sulle sue colline, 700 ettari coltivati a vite danno il Wiener Gemischter Satz diventato presidio Slow Food. Dal vino all’acqua, che raggiunge Vienna da trenta sorgenti nelle Alpi Calcaree e in Stiria utilizzando solo la pendenza naturale: acqua di montagna dispensata anche da 700 fontanelle.

Vienna è a misura di bicicletta con 1200 km di piste ciclabili e 60 terminal di Citybikes dove cittadini e turisti, dopo essersi registrati sul web, possono usare le due ruote gratis per un’ora: se si riconsegna il mezzo in un terminal prima della scadenza non si paga nulla. Pedalando si raggiunge ogni angolo della città, le bici sono ammesse su treni, metropolitane e in molti alberghi.

Tutti i ristoranti hanno piatti e menu vegetariani. Il contrassegno Umweltzeichen Tourismus segnala ristoranti e alberghi che risparmiano energia, riducono i rifiuti e usano cibi e detersivi ecologici. Si distingue l’Hotel Stadthalle, un tre stelle periferico con 80 stanze ristrutturato nel 2009 per diventare il primo albergo urbano a bilancio energetico zero. Preleva l’acqua da una falda sotterranea e ricicla quella dei rubinetti per gli sciacquoni dei bagni e l’irrigazione del giardino (concimato con compost auto-prodotto). Produce tutta l’energia di cui ha bisogno per luce e riscaldamento con 130 metri quadrati di pannelli solari e 84 mq di impianti foto-voltaici. E usa solo detersivi e cosmetici biodegradabili. Si è aggiudicato una decina di premi ambientali tra cui quello dell’Unione Europea per la sostenibilità. 

Vienna Turismo
Ufficio del Turismo Austriaco
Hotel Stadthall
Umweltzeichen Tourismus
Vienna Citybikes