IL BOOM DEL CONSUMO DI CROSTACEI DISTRUGGE LE COSTE

La proliferazione degli allevamenti di gamberi ha dimezzato in 40 anni le foreste di mangrovie, distruggendo l'habitat di migliaia di specie e alterando gli ecosistemi costieri di molti Paesi tropicali.

Il boom degli allevamenti di gamberi sta distruggendo le foreste di mangrovie dall'Asia meridionale all'Africa e all'America Latina. Gli allevamenti di gamberi, ancor più di quelli di pesce, hanno un alto e articolato impatto sull'ambiente. Per la loro istallazione vengono tagliati ampi tratti di selve di mangrovie. Per ottenere una resa più abbondante di crostacei vengono usate dosi massicce di antibiotici e pesticidi che contaminano i fragili ambienti circostanti e indeboliscono, quando non uccidono, le specie animali presenti nell'ecosistema. Spesso le fattorie sull'acqua ostruiscono anche le foci dei fiumi impedendo il deflusso delle acque dolci e creando una sorta di insalubri paludi in aree spesso abitate da pescatori.

EMERGENZA IN ECUADOR E HONDURAS

La situazione è esplosiva nei Caraibi e in Sudamerica. L'aumento mondiale della domanda di crostacei e pesce di allevamento (dal 1970 a oggi è cresciuta ogni anno del 21,1% passando da un consumo annuo procapite di 0,7 kg a 7,8 kg: fonte Fao) ha alimentato l'espansione delle redditizie 'fattorie ittiche' soprattutto in Paesi poveri del terzo mondo come il Bangladesh (la regione dei  Sunderbans ospita la maggiore foresta di mangrovie del Pianeta), l'Honduras (la nazione ecologicamente più deregolamentata delle Americhe) e l'Ecuador. In quest'ultimo Paese (tra i più poveri del Sudamerica: dollarizzato nel 2000 dopo la bancarotta statale), il governo di sinistra del presidente Rafael Correa si è rimangiato le promesse ambientaliste a fronte della valuta pregiata incassata dall'export di gamberi. L'assenza di tutele ha prodotto nell'isola di Muisne la distruzione del 75% delle mangrovie. La scomparsa di queste piante costiere rappresenta un tragico danno ambientale: significa la distruzione di un fragile ecosistema in cui vivono, si rifugiano e si riproducono migliaia di specie di pesci, uccelli, rettili, anfibi e insetti. L'alterazione dell'habitat ha un forte impatto anche sulle specie di pennuti migratori che non trovano più il luogo abituale di nidificazione. Le mangrovie hanno anche una funzione di barriera contro l'erosione delle coste provocata dalle mareggiate. E di filtro per prevenire la contaminazione di fiumi e lagune con acque salmastre. Oltre la metà dei 32 milioni di ettari stimati nel 1970 sono stati distrutti soprattutto dall'industria ittica e, in parte minore, dallo sviluppo turistico in aree che avrebbero dovuto essere protette. Il degrado di queste selve e delle regioni lagunari è in teoria protetto contro il degrado ambientale dalla United Nations Ramsar Convention on Wetland del 1971, ma in realtà l'indigenza di molte popolazioni costiere e l'avidità di investitori e governi hanno impedito l'attuazione delle regole dettate dalla convenzione.


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16/11/2011
Food and Agriculture Organization
United Nations Ramsar Convention on Wetland