ZURIGO, L’UTOPIA DI UN FUTURO SENZA AUTOMOBILI

È la seconda città d’Europa, dopo Vienna, per eco-sostenibilità e qualità della vita. Ma ha progetti coraggiosi che forse la riporteranno in testa alla graduatoria.

 Zurigo è stata per sette anni la città più eco-sostenibile d’Europa grazie alla limpidezza del lago e del fiume Limmat. All’aria pulita. All’acqua potabile che alimenta le 1200 fontane. Al 46,5% dell’area urbana destinata al verde: 28,7% di foreste, 10,3% di terreni agricoli, 6,7% di giardini pubblici, 0,8% di riserve naturali. Alla splendida natura che la circonda. A 350 km di piste ciclabili per 383.000 abitanti. A un capillare sistema di trasporto pubblico. Alla riqualificazione di fabbriche e impianti industriali dismessi e delle vecchie case operaie del quartiere di West Zürich. E al comportamento consapevole dei suoi abitanti, decisi a preservare l’ambiente per le future generazioni. Ma ora che Vienna la ha superata (nel 2009) e si è imposta come capitale ecologica del Vecchio Continente, Zurigo ha uno scatto d’orgoglio e – nella gara per salvare il pianeta – punta più alto.

 

FAVORIRE I PEDONI

In nome di una mobilità sostenibile – per diminuire inquinamento acustico e atmosferico - vuole penalizzare l’auto per favorire la circolazione a piedi e in bicicletta. dichiara Mother Jones, responsabile del traffico della maggiore città svizzera. Pensa di riuscirci riducendo parcheggi e distributori di benzina e raddoppiando i minuti di verde ai semafori per i pedoni. Rallentando sempre più la circolazione dei mezzi a motore, fino a vanificarne i vantaggi rispetto a spostarsi a piedi o in bici. L’obiettivo finale è una città senza macchine. Un’utopia verde? No, visto che nel 2006 il 76% dei zurighesi ha votato a favore di un referendum che in nome della sostenibilità, fissava per il 2050 tre obiettivi strategici: abbassare il consumo di energia da 5000 a 2000 watt pro-capite; ridurre di un sesto le emissioni di gas serra; uscire dal nucleare (in Svizzera 5 centrali atomiche producono il 38% del fabbisogno energetico).

 

TRASPORTO PUBBLICO E ACQUA

Obiettivi per i quali è cruciale il sistema dei trasporti.  Zurigo ha la  più articolata rete di mezzi pubblici al mondo: 28 linee ferroviarie, 13 di tram e 7 di traghetti attraverso il lago, raggiungono ogni angolo del cantone (430.000 abitanti). Oltre alla capillare rete ciclabile, 214 biciclette e 29 e-bikes (elettriche) sono a disposizione gratuita di abitanti e turisti in due stazioni (diventano sei nella bella stagione). E l’aeroporto cittadino si è aggiudicato il premio Eco-Innovation 2011 per la gestione ambientale. Altro elemento chiave è l’acquedotto, gestito da una società pubblica senza fine di lucro, impiega al  70% acqua del lago non trattata con cloro o agenti chimici, il restate 30% viene metà da pozzi e metà da fonti di superficie.

 

ECO-CERTIFICAZIONI PER RISTORANTI E HOTEL 

Dall’acqua al cibo. Il marchio Goût Mieux segnala l’attenzione al cibo biologico dei ristoranti. Quello Bio Suisse i prodotti biologici nazionali. Il Sqs certifica i sistemi di gestione ambientale. E il maggiore ristorante cittadino con oltre 2000 coperti quotidiani - oltre al take-away - è il vegetariano Hiltl: inaugurato nel 1898, è stato il più primo del genere in Europa. Il sito web di Zurigo Turismo segnala la sostenibilità di escursioni e alberghi. Il marchio Steinbock certifica alberghi e ostelli eco-sostenibili. E quello CO2-reduced le strutture ricettive a basso impatto energetico. È nato a Zurigo anche il marchio Myclimate di The Climate Protection Partnership, leader mondiale per la compensazione di CO2: la Svizzera produce i 2% dei brevetti ambientali del mondo. Qui, quando un cittadino o un’azienda stipula il contratto col gestore elettrico decide che tipo di energia vuole utilizzare e in che percentuale tra rinnovabile o nucleare: il costo della bolletta è di conseguenza.

 

FAUNA URBANA

La salute ambientale è testimoniata dalla fauna urbana. Le lucciole nei parchi sono un ottimo bio-indicatore: indicano l’assenza di fitofarmaci. Il lago ospita specie rare di pesci. I lampioni sono muniti scatole-nido che disegnano un corridoio ecologico urbano per i pipistrelli. Durante i lavori di restauro del campanile del Fraumuenster è stato installato un quadrante con nidi artificiali per non togliere a rondini, rondoni e altri uccelli migratori il loro luogo di riferimento per la riproduzione. E per tenere sotto controllo il numero di piccioni vengono protetti i loro predatori naturali, soprattutto i falchi.

 

ARTE E NATURA

Anche l’arte è in nome della natura. L’ultimo museo aperto (2010) è il Tree Museum di Enzo Enea, un grande intervento paesaggistico su 75.000 mq in riva al lago alle porte della città, formato da 150 alberi di 25 diverse specie, con un prato come pavimento e alti monoliti in pietra bianca, alternati ai colori del cielo, come fondale.

 

SVIZZERA DENUCLEARIZZATA ?

Il 25 maggio 2011 il governo di Berna ha invertito la politica energetica decidendo di abbandonare il nucleare: decisione ratificata dal Parlamento elvetico nel luglio successivo. Sono stati sospesi i progetti per le 3 nuove centrali atomiche in costruzione, per le quali erano già stati spesi 120 milioni di franchi. E le 5 centrali nucleari funzionanti in Svizzera saranno progressivamente smantellate entro il 2034. Attualmente producono il 38% del fabbisogno energetico: il rimanente 62% è garantito da idroelettrico 55%, solare ed eolico 2%, biogas (rifiuti) e geotermia 5%. L’energia generata dall’atomo sarà rimpiazzata dall’aumentata efficienza delle nuove tecnologie per l’idroelettrico, migliorando la distribuzione di energia e il suo impiego nelle abitazioni e investendo in eolico e solare (la Svizzera esporta tecnologia foto-voltaica per 2 miliardi di franchi l’anno) . Non saranno impiegati carbone, idrocarburi e bio-combustibili. Per permettere il cambio energetico il governo investirà per 30 anni lo 0,8% del Pil, circa 4 miliardi di euro l’anno. Investimento che servirà anche al progressivo smantellamento delle centrali ora in funzione e alla messa in sicurezza delle barre di uranio esausto da loro impiegate come carburante.

 

 



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23/12/2011
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