COMPRIAMO LA FORESTA PLUVIALE PER SALVARLA

In difesa degli habitat naturali, si moltiplicano le iniziative per strappare fette di territorio vergine alla speculazione acquistandolo. Un riscatto morale quanto pragmatico per l'ecoturismo.

Comprare porzioni di territorio per salvare gli habitat naturali minacciati e tutelare il patrimonio biologico del Pianeta. Una scommessa sempre più diffusa. A lanciarla per la prima volta fu il World Land Trust (Wtl), l'organizzazione londinese per la tutela degli ambienti a rischio, diretta da David Attenborough. Il Wtl fu fondato nel 1990 da un'intuizione di John Burton: 'per salvare la foresta pluviale dobbiamo comprarla'. Il progetto era rivolto ad ambientalisti ed ecoturisti che, una volta tornati da parchi africani belli quanto fragili, ripagavano il danno compiuto con la loro visita acquistando una parte di quel territorio per salvaguardarlo. La campagna Compra un acro (4000 mq) lanciata allora da Burton ha permesso finora di strappare a industrie minerarie e del legname e alla speculazione immobiliare (anche a fini turistici) 160.000 ettari di territorio in 17 Paesi in via di sviluppo in Africa, Asia e America Latina. I progetti vanno dall'acquisto di habitat di specie a rischio di estinzione, fino a programmi di sostentamento alle popolazioni locali.

 

ANCHE TU PUOI SALVARE UNA FETTA DI FORESTA

Un'iniziativa che ha fatto scuola in diverse parti del Terzo Mondo. In Ecuador, ad esempio, opera la Fundación Otonga, prende il nome da un gigantesco lombrico che vive nella regione e si occupa di proteggere la biodiversità del Paese e di offrire opportunità di studio e lavoro agli abitanti dei villaggi nella foresta, spesso isolati ed emarginati. Grazie alla fondazione gli artigiani creano monili lavorando i frutti della foresta e i giovani bisognosi ottengono borse di studio per scuole e università. Ed è stato aperto un Centro di Educazione Ambientale per sensibilizzare la popolazione.Sulle pendici occidentali della catena andina, il Progetto Otonga - coordinato dall'entomologo Giovanni Onore della Pontificia Università Cattolica dell'Ecuador - si propone di acquistare porzioni di foresta primaria per preservarne la biodiversità. Finora ha acquisito 1500 ettari di territorio. In Italia la raccolta di fondi è organizzata dal Progetto Humanitas Onlus con la collaborazione di Il Tucano Viaggi: il contributo inizia da 2 euro con cui si comprano 10 mq  di selva.

 

PERCHÈ DIFENDERE LA FORESTA PRIMARIA?

La foresta primaria (sviluppatisi nel corso dei millenni) conserva la storia dell'evoluzione della vita negli ultimi milioni di anni e ospita più del 50% delle specie animali e vegetali. Sulla Terra sono state catalogate circa 2 milioni di specie, ma si calcola che il loro numero totale sia di almeno 10 milioni. Ogni anno vengono scoperte circa 15.000 nuove specie, per lo più insetti. Le foreste pluviali hanno un ruolo fondamentale nel regolamento del clima, la loro distruzione contribuisce al riscaldamento globale (effetto serra). Questi polmoni verdi sono minacciati dalla domanda di legname e di cellulosa per la produzione di carta e mobili, ma anche da allevamento e agricoltura che espandendosi alimentano il disboscamento, e dall'industria mineraria.

 

I POLMONI VERDI DEL PIANETA

Sono 7 le grandi foreste millenarie che garantiscono l'equilibrio climatico e la biodiversità del Pianeta. Fonte: Fundación Otonga

- La foresta pluviale africana del bacino del Congo

- La foresta tropicale amazzonica

- Le giungle del sud-est asiatico

- Le foreste vergini del Nord America

- La foresta pluviale temperata del Sudamerica

- Le foreste innevate della taiga siberiana

- Le ultime grandi foreste europee in Russia

DEFORESTAZIONE RIPARTITA PER PAESE FINO AL 2000

Brasile                              27%

Indonesia                         16%

Myanmar                             4%

Zambia                                4%

Tanzania                             3%

Nigeria                                3% 

Congo (Rep. Dem.)          3%

Zimbabwe                          3%

Venezuela                           2%

Altri Paesi                          35%

Fonte: Fao

 

VARIAZIONE AREE FORESTALI TRA 2000 e 2010

Nigeria                    - 3,7%

Brasile                    - 0,5%

Indonesia              - 0,5%

Australia                 - 0,4%

Messico                  - 0,3%

Angola                    - 0,2%

Colombia               - 0,2%

Perù                        - 0,2%

Canada                 immutata

Russia                   immutata

Stati Uniti               0,1%

Svezia                     0,3%

India                         05%

Norvegia                 0,8%

Cina                         1,6%

Fonte: Fao


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30/03/2012
The Economics of Ecosystems and Biodiversity Study
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