IL COMUNISMO É FINITO NEI MUSEI

Dopo il crollo del muro di Berlino e di quasi tutti i regimi del socialismo reale, le statue celebrative del sol dell'avvenir sono diventate un'attrazione storica che attrae i turisti.

Mete per bolscevichi nostalgici ma anche per storici e amanti dell'arte contemporanea, i musei dedicati al comunismo si moltiplicano nei Paesi un tempo dominati da Mosca, dalle ex repubbliche sovietiche alle capitali dell'Est europeo, perché sono diventati un'attrattrazione turistica.

MUSEO STALIN DI GORI

Il primo a essere aperto, nel 1957, fu il Museo Statale Joseph Vissarionovich Stalin di Gori, la città natale del dittatore in Georgia. Quella che all'epoca fu un'opera di propaganda - con tanto di mistificazioni storiche - per celebrare la scomparsa di 'Baffone', oggi è la più straordinaria testimonianza delle vicende dell'Unione Sovietica. L'edificio neoclassico in stile soviet empire (non potrebbe essere altrimenti) che ospita l'esposizione è stato costruito alle spalle della casa in cui il 21 dicembre 1879 nacque e passò l'infanzia Stalin: un'unica stanza con veranda in legno in cui viveva tutta la famiglia, perché il dittatore era di umili origini. All'interno del nuovo edificio s'incontrano decine di statue, ritratti a olio (uno del 1949 insieme a Mao Tse Tung) e fotografie in bianco nero: testimonianze del culto della personalità, ma anche straordinari documenti storici, come la foto con Gorkij e quelle di Yalta con Churchill e Roosevelt. Poi la ricostruzione del suo studio, oggetti (pipe, scacchiera, sciabola, organetto, medaglie) e varia memorabilia. E documenti originali della Rivoluzione d'Ottobre, della costruzione dell'Unione Sovietica, degli editti del Pcus. Fuori dall'edificio si visita il vagone blindato con cui Stalin viaggiava attraverso l'Urss (per motivi di sicurezza non usava mai l'aereo) con arredi e stoviglie originali: dal samovar al wc con sedile in legno, perché l'uomo che mandò milioni di persone a morire assiderate in Siberia pativa il freddo. Dopo la recente guerra tra Georgia e Russia è stata rimossa la statua di Stalin che dominava la piazza principale di Gori e il Museo è stato integrato da una mostra sugli orrori dello stalinismo. 

PARCO DELLE STATUE DI BUDAPEST

Il primo ad aprire dopo la caduta della cortina di ferro fu nel 1995 il Parco delle Statue di Budapest. Dove il consiglio comunale raccolse le sculture celebrative del periodo comunista. spiegò Ákos Eleöd, l’architetto che progettò l'esposizione. Decine di omaggi plastici a classe operaia, lavoro, amicizia tra Ungheria e Unione Sovietica, Armata Rossa, Rivoluzione d’Ottobre e personaggi cari all’ideologia marxista sono ospitati all’aperto tra un austero muro di mattoni a vista. Una parete spoglia con il doppio ruolo di divisorio tra i simboli del passato regime e l’Ungheria democratica (mica poi tanto) di oggi e di piedistallo per alcune opere. L’ingresso del museo è dominato da una statua bronzea di Lenin alta 4 metri, realizzata nel 1965 da Pál Pátzay, e da un quadro scultoreo in granito di 4,2 metri raffigurante Marx ed Engels, opera nel 1971 di György Segesdi. All’interno della cinta muraria, quarantuno sculture sono state disposte attorno a sei grandi aiuole che circondano la stella rossa (formata da fiori) che un tempo dominava a Buda la rotonda di uscita dal Ponte delle Catene. Sono per lo più di opere austere: testimonianze del socialismo reale, di scarso appeal artistico. Una installazione vale però da sola la visita al parco. É Rivoluzione d'Ottobre, il capolavoro di Imre Varga: l’artista magiaro, noto anche per numerose opere di arte sacra. Nel 1986 Varga, scolpì magistralmente nel bronzo l’assalto di un manipolo di bolscevichi arringati da Lenin.

MUSEO DEL COMUNISMO DI PRAGA 

Il Muzeum Komunismu, aperto a Praga nel 2001, con il tema 'Comunismo: sogno, realtà e incubo', è concentrato sulle vicende cecoslovacche. Vita quotidiana, politica, educazione, propaganda, censura, milizia, esercito e campi di lavoro: illustrati con documenti, oggetti e immagini.

MUSEO DELL'ARTE SOCIALISTA DI SOFIA

A Sofia, capitale dello Stato più fedele a Mosca, è invece stato inaugurato lo scorso settembre il Museo dell'Arte Socialista con centinaia di dipinti e sculture rappresentanti Lenin e gli altri dirigenti sovietici e bulgari. Tolte dalle cantine dove erano state confinate dopo il crollo del totalitarismo, le opere sono state restaurate ed esposte come documento storico.

Pubblicato su La Stampa il 15 novembre 2012

Parco delle Statue di Budapest
Muzeum Komunismu di Praga