SENEGAL IN FAMIGLIA PER IMPARARE LINGUA E CULTURA LOCALE

Sulla costa, alle porte di Dakar, una scuola rivolta ai turisti consapevoli per scoprire, oltre a paesaggi e mercati, la ricchezza etnica, linguistica e culturale e contribuire all'economia locale.

Irene Manos

Atlantic International School è un progetto di studio interculturale presso il villaggio di Ngor, alle porte di Dakar, in Senegal. La nostra è una scuola aperta a gente di tutto il mondo e di tutte le età che si vuole cimentare in un’esperienza di vita in una famiglia senegalese, frequentando al contempo la nostra scuola di lingue in cui è possibile scegliere di apprendere il Wolof (lingua locale senegalese) o il francese (lingua ufficiale).

STUDIARE SOSTENENDO L'ECONOMIA LOCALE

La scuola è nata nell’autunno 2012 dall’idea di creare una base economica per il villaggio turistico di Ngor e sfruttare un’enorme potenzialità turistica. Perché il villaggio, nonostante fosse una meta turistica rinomata fin dagli anni Settanta, era interamente gestito da multinazionali straniere. Ngor è infatti conosciuto soprattutto dagli utenti di due grandi complessi albergheri: Il Meridien President e il King Fahd.

UNO SCAMBIO CON LA POPOLAZIONE

Da questa constatazione è nata l’idea di sviluppare un progetto di approccio turistico diverso che non si avvalga delle citate strutture e sia di facile fruizione. Che preveda il contatto diretto con la popolazione locale e non solo una conoscenza marginale e superficiale. Uno scambio che arricchisca la comunità e il visitatore e non sfrutti solo paesaggio e risorse locali. Per creare sviluppo all’economia locale e restituire al territorio una gestione interna dei flussi turistici e un apporto di scambi socio-culturali molto più ricchi.

Lo scopo era soprattutto lo sfruttamento delle competenze linguistiche-culturali (il bilinguismo) della comunità nel quale il progetto è stato sviluppato. A Ngor come in tutta l’area di Dakar si parlano comunemente francese e wolof. Il primo come lingua ufficiale istituzionale, il secondo come l'idioma locale più diffuso in Senegal. Una ricchezza non sfruttata: il villaggio ha personale qualificato che non trova un lavoro adeguato alle proprie competenze.

UN BAGAGLIO ETNICO E ANTROPOLOGICO

Altra peculiarità è l’enorme bagaglio etno-antropologico dell’area di Dakar. Ngor infatti è uno dei tre villaggi (insieme a Ouakam e Yoff) interamente popolati da  Lebou. Una delle 22 etnie che  formano il Senegal. Il villaggio vive ancora secondo modalità tradizionali e la principale risorsa economica è la pesca. I Lebou costituiscono il 7% della popolazione del Senegal. Dove i Wolof (27%) sono l’etnia prevalente, concentrata soprattutto nell’area Dakar-Tambacounda. Al secondo posto per importanza si collocano i Sérères (17%), che formano l’èlite del paese. Altre etnie  di spicco sono i Diola (9%), i Toucouleur (10%) e i Peul (5%).

IL SINCRETISMO RELIGIOSO

Altra risorsa da esplorare è la variegata spiritualità senegalese: un sincretismo religioso fra islam e antichi riti tradizionali. A dominare fra le due religioni ufficiali è quella mussulmana, praticata dall’88% della popolazione divisa in una grande varietà di confraternite. Il restante 12% è costituito da cattolici. La differenza religiosa coesiste nel paese in modo pacifico. Chi visita il Senegal non può fare a meno di notare soprattutto i Baye Fall, la frattellanza Mouride, un moderno ordine ispirato alla tradizione dei mistici islamici Sufi. Appaiono come una sorta di hippy di stampo mussulmano, spesso abbigliati in modo colorato, adornati da rosari e gingilli in legno di produzione propria. Il loro è uno stile di vita diffuso ed evidente che comporta una severa forma di disciplina spirituale codificata dal fondatore Cheick Ibrahima Fall.

Altro particolarità nella sfera religiosa è la commistione fra culto ufficiale e riti tradizionali (animisti).  Riveste un ruolo molto importante il marabout, l’autorità religiosa che svolge funzioni ampie all’interno della comunità: guida spirituale, gestione del potere e guaritore con doti sciamaniche.

ATTRAZIONI AMBIENTALI

Se il Senegal è stato una meta turistica fin dagli anni Settanta lo si deve non solo al suo gradevole clima invernale, ma anche alle risorse ambientali e paesaggistiche. Tra le mete “rituali” minime che non possono mancare nell’aspetto turistico del progetto vi sono i mercati tradizionali di Dakar, le isole di Ngor e di Gorée, il Lago Rosa, il parco di Hann.

ISOLA DI GORÉE

L’isola di Gorée, proclamata patrimonio dell’umanità dall’Unesco nel 1978, fu il principale luogo di transito per milioni di schiavi che ivi sostavano prima del loro viaggio verso l’America. Oggi è una piacevole tappa per fruire del suo relax in un misto di mare, case coloniche, vicoli sabbiosi, musicisti e artisti locali.

VIAGGIO OLTRE LO STUDIO

Il parco nazionale di Hann, nel quale è possibile vedere una fauna sconosciuta agli europei, il lago rosa, unico per la sua colorazione atipica e incredibile, i mercati tradizionali con il loro artigianato locale e il singolare stile di vendita degli abili commercianti senegalesi. Gli studenti del nostro progetto verranno accompagnati anche al monumento alla rinascita africana, ben visibile in lontananza dal villaggio è la statua più alta del mondo. Davanti al villaggio, a un tiro di schiopppo dalla nostra scuola abbiamo l’immancabile meta marittima dell’isola di Ngor. Per trascorrere ore di svago tra le sue rilassanti spiagge turistiche.

Tra le visite offerte dalla scuola non mancano le visite alle associazioni locali che offrono sostegno alla difficoltosa seppur pacifica vita sociale della capitale. Uno tra i progetti cui prestiamo maggiore attenzione  è quello per il sostegno e la cura dei talibè, i bambini di strada senegalesi.

A cura della redazione

VISITA A DAKAR

Il mercato Sandaga, nel centro, è il più noto della città e il più frequentato dai turisti per acquistare tessuti, spezie e artigianato locale. É un caravanserraglio africano con venditori di frutta, verdura, erbe aromatiche, pesce e carne che affiancano ogni sorta di artigiani, fra stradine, scale e giù fino a vicoli bui e puzzolenti come un girone dell'Inferno dantesco. Fra Sandaga e Medina, il quartiere più popolare, corrono i karapi, gli affollati mezzi di trasporto collettivo. Vicino a Medina s'incontra la Corte dei Mauri in cui sono esposti cofani preziosi e monili d'argento. Ancora qualche isolato è il mercato Tilène s'annuncia con l'odore forte del pesce secco che si mescola a quello pungente di montagne di peperoncino. Tilène è il regno dei feticheur: guaritori seduti su pelli di capra fra polveri, unguenti, feticci, ossa, pelli di serpente, pozioni per sanare ogni male e filtri d'amore. Tilène va visitato di mattina quando, fra le grida dei venditori di erbe, migliaia di donne formano con i loro abiti un puzzle cromatico in continua mutazione. É uno spettacolo eccezionale da gustare in giuste dosi: da evitare nelle ore più calde quando gli odori potrebbero sopraffare.

Il mercato coperto Kermel (in centro), ristrutturato di recente, è invece un piccolo gioiello dell'architettura coloniale: racchiuso in un edificio circolare delimitato da cancelli di ferro battuto, ospita artigiani della paglia, fruttivendole e venditrici di fiori che portano i mazzi sul capo.

IL LAGO ROSA

A 30 km da Dakar, il lago Retba, più noto come Lago Rosa, è una delle più straordinarie mutazioni ambientali seguite al processo di desertificazione del Sahel. Fino a una quarantina d'anni fa era uno specchio d'acqua salata di colore azzurro: la siccità ha ridotto la sua superficie e aumentato il tasso di salinità. Con 300 gr per litro, dieci volte più di quello del mare, è il luogo più salato del mondo dopo il Mar Morto. Il sale ha ridotto le forme di vita del lago a un'unica specie di alga con caratteristiche fototropiche: i suoi pigmenti esposti alle luce del sole cambiano colore. Ecco perché le acque del Retba - dall'alba al tramonto - si tingono di lilla, arancio, rosa, fucsia, viola. E il gioco cromatico è moltiplicato dalle donne che, indossando abiti e turbanti screziati, raccolgono i bianchi cristalli di sale sul fondale del lago (profondo al massimo 2,5 m) e creano catene di bacinelle verdi, gialle, blu, rosse. Attorno al lago, situato in una depressione tra le dune, volano aironi e fenicotteri: si cibano dei gamberetti presenti nei rivoli d'acqua dolce che, dopo aver serpeggiato tra dune alte venti metri, si gettano nel Retba. Si compie il giro a piedi del lago in tre o quattro ore.


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22/07/2013
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