GHIACCIAI ITALIANI ADDIO? SÌ O FORSE NO

In 30 anni le Alpi ne hanno perso il 40%. I risultati del Nuovo Catasto dei Ghiacciai Italiani, realizzato da Università di Milano, Levissima, Ev-K2-CNR e Comitato Glaciologico Italiano.

A causa dell'effetto serra, dagli anni '80 la superficie dei ghiacciai italiani si è contratta da 609 a 368 kmq (la stessa area occupata dal Lago di Garda) con una perdita di circa 3 kmq l’anno. Il numero dei ghiacciai è però aumentato (oggi sono 896 contro gli 824 degli anni '50). Un processo di frammentazione in piccole dimensioni (la media è di 0,4 kmq) che probabilmente aggraverà il fenomeno. In maggioranza sono piccolissimi (meno di 0,1 kmq), coprono complessivamente una superficie di 17 kmq (4,6% del totale): i primi destinati a scomparire se continuerà la tendenza al surriscaldamento del Pianeta. Appena 3 ghiacciai superano i 10 kmq (37 kmq in totale): i Forni in Lombardia (Valtellina), il Miage in Valle d’Aosta e il complesso Adamello-Mandrone tra Lombardia e Trentino (il maggiore con 16,44 kmq). La superficie ghiacciata maggiore è coperta da quelli tra i 2 e i 5 kmq (105 kmq complessivi).

IDENTIKIT DEL GHIACCIAIO ITALIANO

I ghiacciai - un’importante risorsa idrica, energetica e paesaggistica - sono diventati il simbolo più tangibile e affidabile delle rapide trasformazioni climatiche che il Pianeta sta vivendo, il termometro dello stato di salute delle Alpi. In Italia, predominano i ghiacciai di tipo montano (62%), seguiti dai glacionevati (35%) e in misura molto ridotta dai vallivi (3%). I ghiacciai sono presenti in tutte le regioni alpine, ma con una distribuzione diversificata che dipende, in parte, dalle quote dei massicci montuosi: si passa dai 134 kmq della Valle d’Aosta, agli 88 kmq della Lombardia, agli 85 kmq dell’Alto Adige, ai 28 kmq del Piemonte per arrivare ai 3,2 kmq del Veneto e agli 0,2 kmq del Friuli-Venezia Giulia. Sono tutti collocati sulle Alpi con l’unica eccezione del Calderone in Abruzzo (0,04 km2 di area), ultimo residuo della glaciazione appenninica, ormai frammentato in due parti. Le regioni più colpite dalla riduzione sono Friuli e Piemonte, dove la superficie dei ghiacciai si è quasi dimezzata. Si è invece ridotta di un terzo in Trentino e in Alto Adige. E del 23% in Veneto. In Lombardia e Valle d’Aosta il fenomeno è meno grave.

RISULTATO DI DUE ANNI DI RICERCA

Questi dati sono il risultato di 2 anni di ricerca (2012-2013) per la creazione del Nuovo Catasto dei Ghiacciai Italiani, progetto coordinato dal professore ed esperto glaciologo Claudio Smiraglia, realizzato dall’Università di Milano e da Levissima (acqua minerale che nasce dai ghiacciai della Valtellina), in collaborazione con Ev-K2-CNR e con il supporto scientifico del Comitato Glaciologico Italiano (CGI). Progetto - patrocinato da Ministero dell’Ambiente e World Glacier Monitoring Service - avviato nel 2012 con l’obiettivo di aggiornare i dati dei due precedenti catasti, realizzati dal CGI rispettivamente nel 1959-1962 e nel 1981-1984.  Il lavoro si è rifatto a dati raccolti in almeno un decennio, a foto aeree ad alta definizione scattate tra 2005 e 2011, a immagini satellitari, carte topografiche, catasti settoriali precedenti e numerose campagne di terreno.

TENDENZE OPPOSTE

A dispetto del catastrofismo, la ricerca sottolinea che nel Novecento si sono registrate due fasi diverse. Il catasto 1981-1984 rilevò una fluttuazione glaciale positiva, una fase iniziata a metà anni ’60 con un incremento areale del 18%, dovuto a una lieve riduzione delle temperature e a un lieve incremento delle precipitazioni invernali. Una breve fase fredda e umida che favorì sia l’incremento della superficie dei ghiacciai preesistenti, sia la formazione di numerosi piccoli glacionevati. Dalla metà degli anni '80 si registra invece una fluttuazione glaciale negativa dovuta all'aumento della temperatura.

GLOSSARIO GHIACCIAI

Montani: di medie dimensioni, a quote elevate, privi di una lingua che fluisce in una valle.

Glacionevati: forme iniziali o terminali dell’evoluzione del ghiacciaio, di dimensioni limitate, inferiori a 0,05 kmq e privi di movimento.

Vallivi: ghiacciai con un vasto bacino di accumulo nella zona superiore e una lingua che scende a bassa quota nella zona inferiore.

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