LA VERA CALABRIA TRA POLLINO, SILA E ASPROMONTE

Tra i parchi nazionali calabresi, dove la natura si mescola a tradizioni e a minoranze greche e albanesi. Tra monti, laghi e fiumi dove praticare sport all'aria aperta.

Il turismo in Calabria evoca le spiagge del Tirreno e i magnifici fondali dello Ionio: vacanze balneari ravvivate da un'ottima cucina di mare. Pochi visitatori si spingono nell'interno. Pochi sanno che a un'ora d'auto dalle due coste si trovano tre parchi nazionali di montagna: il Pollino, la Sila e l'Aspromonte, oltre al Parco Regionale delle Serre. La vera Calabria è su questi rilievi, dove fino a inizio Ottocento viveva l'intera popolazione (tra i 600 e i 1000 m di quota), dedita ad agricoltura e pastorizia. Qui si trovano e si celebrano le tradizioni popolari e religiose. Qui vivono le minoranze linguistiche greche (enclavi eredi della Magna Grecia) e albanesi (rifugiati cristiano orodossi approdati in Calabria dopo l'invasione turca dell'Albania nel XVI secolo). Aree naturali finalmente protette dopo infiniti saccheggi delle risorse. Terreni ideali per praticare trekking, m-bike, canoa, kayak, canyoning, rafting e altri sport all'aria aperta.

Calabria canyoning nelle Gole Raganello

CANYONING NEL POLLINO

Situato sul versante tirrenico a cavallo tra Calabria e Basilicata, il Parco Nazionale del Pollino (1926 kmq) è una delle più recenti aree protette istituite in Italia. Un massiccio montuoso, parte della catena dell'Appennino meridionale, con alcune delle più alte vette del Mezzogiorno, coperte di neve per lunghi periodi dell'anno. Foderati dal torreggiante pino loricato (Pinus leucodermis), emblema del parco, sono rilievi panoramici: oltre i 2200 m di quota si vedono a occhio nudo le coste tirreniche di Maratea, Praia a Mare e Belvedere Marittimo e quelle ioniche da Sibari a Metaponto. Al suo interno si trova la Riserva naturale Gole del Raganello (16 kmq), un canyon lungo 12 km scolpito dall'omonimo torrente che taglia il massiccio roccioso nella parte orientale del Pollino. Con un susseguirsi di cascate, vasche d'acqua cristallina e scivoli naturali, il Raganello è il terreno ideale per il canyoning, una sorta di trekking acquatico, reso sicuro dai simpatici ragazzi di Avventurieri del sud che forniscono caschi e attrezzature idonee prima di guidare i visitatori all'esplorazione del torrente. La base per risalire il Raganello è Civita, un paese abitato dalla comunità albanese: i loro costumi e la storia della loro migrazione sono raccontati nel museo sulla piazza principale.

Calabria rafting sul fiume Lao

CANOA NELLA SILA

Più a sud, sempre nel cosentino, s'incontra il Parco della Sila (737 kmq), un paesaggio appenninico poco tormentato. Si parla di tre Sile: la Grande, la Piccola e la Greca. La parte più frequentata è il grande altopiano su cui sorgono tre laghi artificiali creati negli anni Venti del Novecento con la costruzione di altrettante dighe che alimentano centrali idroelettriche. Il lago Arvo (a 1450 m di quota, lungo 10 km con 22 km di perimetro) è il più turistico grazie all'attività di canotaggio: vi si svolgono gare ed è stato in passato il terreno d'allenamento di diverse squadre professionali, tra cui la nazionale russa. Sul lago sono ammessi natanti solo a vela, remi e motori elettrici. L'altopiano si presta a escursioni in bici, comprende un Parco avventura e un Museo della biodiversità. Come il Pollino, la Sila è in gran parte foderata di pino loricato - mescolato a faggi e abeti bianchi. I pini secolari sono stati però in gran parte tagliati nel 1945 da inglesi e americani per pagare il nostro debito di guerra, gli alberi che si vedono oggi hanno al massimo 70 anni. Il lupo è l'animale simbolo della Sila, popolata anche da cinghiali, caprioli, cervi, volpi, tassi, ricci e donnole. I birdwatcher osservano falco pellegrino, poiana, gheppio, gufo reale, allocco, upupa, astore e picchio verde.

Calabria Aspromonte Bova

TREKKING SULL'ASPROMONTE

Sulla punta dello stivale, in provincia di Reggio Calabria, si trova il Parco nazionale dell'Aspromonte (641 kmq). Un territorio più impervio e geologicamente diverso da Sila e Pollino, si tratta infatti di un'Alpe (e non di parte dell'Appennino) andata alla deriva per millenni fino a scontrarsi e saldarsi con le Serre Calabre. I rilievi sono in gran parte coperti di boschi di faggi (fino a 2000 m di quota), castagni, abeti e pini mugo. Il disboscamento, già praticato dagli antichi Romani, ha creato le fiumare: i letti dei torrenti riempiti dalla scarico roccioso della montagna. Qui da 26 anni Naturaliter organizza trekking, anche someggiati con gli asini. E porta alla scoperta di Bova, un comune abitato dalla minoranza greca: un museo con magnifiche foto d'epoca racconta le vicende di questa comunità.

LETTURE CONSIGLIATE

Viaggiolento nel Pollino. In cammino con il cantastorie di Biagio Accardi

edito da Andrea Pacilli Editore.

 


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22/07/2016
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