SCEGLI IL TRASPORTO PUBBLICO

Viaggiare con la propria auto o noleggiare un mezzo a motore ha sempre un alto impatto sull'ambiente

IN AEREO

'Un passeggero su di un volo intercontinentale (andata e ritorno) emette la stessa quantità di anidride carbonica (CO2) di una persona stanziale in un anno' afferma Elle Morrell, direttore di Australian Conservation Foundation. 'Senza voli crollerebbe però l’economia dei Paesi africani e di altre regioni povere che dipendono dal turismo, senza il quale sparirebbero i parchi e con loro la protezione per fauna, territorio e biodiversità. Come sempre non è facile trovare l’equilibrio'.

COME RIDURRE L’IMPATTO IN VOLO

Vola di giorno e nelle stagioni più miti: i voli notturni e quelli in climi invernali contribuiscono di più all’effetto serra.

Prendi collegamenti non stop: gli aerei bruciano la maggioranza del carburante durante decolli e atterraggi; i voli lunghi, oltre le sei ore, emettono solo due terzi dell’anidride carbonica per chilometro rispetto a quelli brevi.

Usa i gabinetti degli aeroporti: a 10.000 metri di quota lo sciacquone di un aereo consuma 0,75 litri di cherosene, tirare l’acqua in volo produce la stessa quantità di CO2 come percorrere 10 chilometri in auto, lo ha monitorato la China Southern Airlines (www.csair.com/en).

Su distanze medie scegli il treno: ha un impatto molto inferiore all’aereo, anche nel caso dell’alta velocità che, riducendo i tempi del viaggio, dovrebbe spostare sempre più passeggeri dal cielo alla rotaia.

BUS E TRENO INQUINANO MENO

Il settore de trasporti ha un enorme impatto ambientale: consuma circa il 25% dell’energia mondiale. L’aereo è il mezzo di trasporto pubblico a maggiore impatto. Treno e bus sono quelli più ecologici. Un passeggero, sulla medesima distanza, produce 7,7 volte più anidride carbonica usando l’auto invece del treno (10 volte di più usando l’aereo). E 18 volte di più usando l’auto invece del bus (42 volte di più usando l’aereo). L’analisi scientifica del LCA (Life Cycle Assesment: calcolo del ciclo di vita) evidenzia che chi usa il treno produce il 76% di gas serra in meno rispetto a chi usa l’aereo e il 66% in meno rispetto a chi usa l’auto; l’energia necessaria per un viaggio in treno rispetto all’equivalente su gomma è inferiore del 67% e del 91% rispetto a quello in aereo. Il tasso di inquinamento scende con l’uso di auto elettriche, ma resta sempre superiore a quello dei mezzi pubblici su gomma o rotaia. In città il tram inquina meno del bus, perché è sempre alimentato da energia elettrica. La produzione di energia elettrica contribuisce al 32% dell’effetto serra, ma valutato l’impatto del singolo passeggero emette una quantità di CO2 molto inferiore rispetto a quella prodotta da un singolo mezzo che brucia gas o idrocarburi, senza contare l’apporto di polveri sottili prodotto da quest’ultimo.

AUTONOLEGGIO A BASSO IMPATTO

In molti Paesi, Avis e Hertz noleggiano autoveicoli a basso impatto ambientale, ibridi o alimentati a biodiesel, due specialisti negli Usa sono www.bio-beetle.com e www.evrental.com.

 I FUORISTRADA SONO A FORTE IMPATTO

<Se persino gli escursionisti a piedi uscendo dai sentieri danneggiano il suolo, figuriamoci i problemi di erosione creati da un mezzo 4x4 usato fuori pista: centuplica l’impatto rispetto all’uomo> afferma Michele Ottino, direttore del Parco Nazionale del Gran Paradiso. < Dipende dai contesti, dai parametri, dalla fragilità del suolo, dal numero di turisti. Ad esempio in Botswana, dove ci sono forti vincoli, una politica che privilegia la qualità dei visitatori rispetto alla quantità, rende questa pratica sostenibile, trasforma il limite in un’opportunità> sostiene Enrico Ducrot, Viaggi dell’Elefante, tour operator italiano molto attento all’ambiente. Certo è che foto-safari e spedizioni naturalistiche che impiegano mezzi fuoristrada in parchi e aree protette sono in contraddizione con il concetto di ecoturismo, perché questi mezzi causano erosione anche se il 4X4 viene usato correttamente e si mantiene sempre sulla pista per evitare di distruggere le forme di vita vegetale: in alcune deserti di antica formazione, come il Namib, il solco dei pneumatici resta indelebile sul suolo per decenni.

IN MARE: CROCIERE, YACHT E BARCHE A VELA

In crociera, le piccole imbarcazioni (meno di 100 passeggeri) hanno un impatto minore rispetto alle grandi navi e permettono un rapporto più ravvicinato con la natura. Roberto Furlani, responsabile ufficio turismo del Wwf, ha riserve sull’attività delle grandi compagnie di navigazione: . Le grandi strutture hanno comunque un impatto sull’ambiente marino, c’è il rischio di erosione di barriere coralline, spiagge e vegetazione, oltre all’inquinamento da rilascio di idrocarburi. La nave deve restare a grande distanza da spiagge e riserve naturali. Il problema è il rapporto tra dimensioni e impatto massificante in ambienti protetti perché fragili.  afferma Michele Ottino, direttore del Parco Nazionale del Gran Paradiso. Il mezzo ideale in mare è la barca a vela purché i rifiuti vengono smaltiti correttamente nei porti, qui entra in ballo la responsabilità individuale degli skipper, perché non c’è modo di verificare se un velista getta rifiuti in mare.

GLI SCOOTER ACQUATICI VANNO VIETATI

È il mezzo più inquinante, è un’attività di bassa qualità culturale e poco rispettosa dell’ambiente. Lo scooter acquatico in un giorno inquina come guidare un’auto per 160.000 km. Ha un’alta emissione di CO2 e spreca inutilmente combustibili fossili. È un pericolo per i bagnanti, sono sempre più numerosi gli incidenti. Il mare è anche il silenzio, nuotare in libertà senza divisione di spazi tra  persone e mezzi a motore. Con l’uso dello scooter acquatico un singolo turista danneggia l’intera comunità. Unico lato non fortemente negativo, al di là dell’apparenza, è che il loro transito disturba ma non danneggia la vita subacquea. Vanno proibiti!

LETTURE CONSIGLIATE

Paolo Merlini, L'arte di viaggiare lento. A spasso per l'Italia senz'auto. Ediciclo 2012. Cronaca di un viaggio in bus attraverso la Penisola.


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