AVVENTURA NEL KIMBERLEY

La sua grande attrazione sono le Bungle Bungle, una lunare distesa di coni di arenaria, ma resta uno dei parchi meno visitati del continente

Il Kimberley, la regione dell'estremo nord-ovest, è fra le più selvagge e spopolate del continente: 21.700 persone e 600.000 bovini vivono, sparsi fra cinque cittadine e 99 fattorie, su una superficie più grande dell'Italia. In un paesaggio senza tempo, disseminato di baobab. Nel suo interno s'incontrano scenari tormentati e drammatici che diventano totalmente inaccessibili durante la stagione delle piogge. Mentre la costa è frastagliata in decine di piccole e grandi baie, isolotti e foci di fiumi dove il confine fra la terra e il mare è segnato dai rami contorti delle mangrovie: è il territorio dei coccodrilli d'acqua salata, rettili preistorici lunghi fino a sette metri. Geologicamente è diviso in due aree distinte: un grande bacino, formato da pietra arenaria antica di due miliardi di anni e da altopiani basaltici in cui l'erosione ha scavato profondi canyon; e, nella parte più meridionale della regione, da catene di rocce calcaree fra le quali i torrenti hanno disegnato un labirinto di gole e grotte sotterranee. Il Kimberley è l'ultima frontiera, ancora capace di regalare al viaggiatore suggestioni dell'epoca dei pionieri. L'isolamento dei primi uomini, giunti alla ricerca dell'oro o per trovare nuovi pascoli per il bestiame, è ancora leggibile nella moderna solitudine di chi è arrivato negli ultimi decenni per lavorare al progetto d'irrigazione dell'Ord River. Uno dei grandi fiumi della regione è stato sbarrato con la diga costruita nel 1972, creando il Lake Argyle, il più grande lago artificiale dell'Australia: può contenere nove volte la quantità d'acqua della baia di Sydney. E' la riserva idrica che ha permesso d'irrigare l'intero Kimberley durante la stagione secca, trasformando Kununurra in un importante centro ortofrutticolo con ben 58 diversi tipi di colture: dal mango alla vite, dalla carambola alla lattuga.

 La spettacolarità del Lake Argyle, fra le cui acque spuntano le vette di montagne sommerse, la si coglie dal cielo. L'aereo della Slingair lo sorvola sulla rotta per il Bungle Bungle Range. Passa l'omonima miniera di diamanti. E atterra alla Home Valley Station, una fattoria in lamiera ondulata (il legno verrebbe divorato dalle termiti) dove s'incontra una famiglia di farmer, prima di volare sull'immensità di un paesaggio sempre increspato, fino allo spettacolo dei Bungle Bungle. Un incredibile insieme di formazioni rocciose racchiuse nel Purnululu National Park. Si chiamano Bungle Bungle, dal nome di una fattoria della regione: sono coni grottoluti ammucchiati su di un'area di 440 chilometri quadrati. Le rocce sono formate da strisce d'arenaria contenente silice di colore arancione che s'alternano, fin dal livello del terreno, a strati di alghe sedimentate di colore nero. Le pareti delle rocce, alte fino a 400 metri, precipitano in enormi gole in cui cresce una specie di palma a forma di ventaglio, oltre a spinnifex ed eucalipti. L'ecosistema di queste stravaganze geologiche è fragilissimo: nel suo insieme può resistere alle piogge torrenziali che colpiscono la regione, se però lo strato di alghe viene danneggiato s'innesca un processo erosivo che sgretola la pietra. Sorvolando i Bungle Bungle, il pilota si trasforma in cicerone aiutando i passeggeri a individuare le diverse formazioni, fra cui Elephant Rock, chiamata anche il Buddha dormiente, perché a secondo dell'angolazione appare come un elefante o come un Buddha sdraiato.

 Si atterra per campeggiare: l'unica soluzione d'alloggio nel parco. E seguendo guide munite di mezzi fuoristrada, si arriva alla base di partenza del sentiero per Cathedral Gorge: ci s'inoltra a piedi per due ore attraverso un canyon, per raggiungere un anfiteatro con pareti rocciose alte più di cento metri che circondano un laghetto, alimentato da una cascata durante la stagione delle piogge. All'estremo sud del parco, vicino a Piccaninny Creek, si ergono gli ‘alveari’, rocce dalla forma simile all'arnia che ospita le api: per vederle bisogna però camminare per nove ore attraverso gole e sentieri scoscesi, con una temperatura che sfiora i 40 gradi. Si affronta l'escursione in due giorni, campeggiando nella stretta valle per ascoltare il silenzio di questi luoghi e osservare nell'arco dell'intera giornata i magici mutamenti cromatici delle rocce. I Bungle Bungle, frequentati da millenni dagli aborigeni Kidja, restarono sconosciuti fino al 1982 quando il loro aspetto fu pubblicizzato da uno spettacolo televisivo intitolato Wonder of Western Australia. Il parco nazionale, creato nel 1987, fu attrezzato di strutture spartane per il campeggio e servito da una stazione di ranger e da guide turistiche con Land Rover. Ma ancora oggi, a causa del loro isolamento geografico, sono una delle attrazioni naturali meno visitate dell'Australia.

COSA CI FANNO I DROMEDARI IN AUSTRALIA ?

L’Australia è il Paese col maggior numero di dromedari e sono concentrati soprattutto nei deserti del Western Australia. Un primato che preoccupa sempre più. Introdotti nell’Ottocento dall’Afghanistan per svolgere i servizi di comunicazione e trasporto nell’outback, l’interno desolato, i dromedari sono stati da tempo sostituiti da camion e treni. Alcuni animali sono stati trasferiti in camel’s farms che li allevano per esportali, soprattutto in Arabia Saudita. Ma la maggioranza si è inselvatichita e, nell’ambiente del deserto congeniale alla specie, è proliferata: hanno superato il milione di esemplari e aumentano del 10% l’anno. Si sono rivelati l’ennesimo errore biologico che l’uomo ha compiuto nel Paese dei canguri. Sono un guaio sotto molti aspetti. Prosciugano le già rare fonti d’acqua e ci cibano della scarsa vegetazione. Il loro pascolo alimenta l’erosione del suolo e porta in superficie il sale. Sotto l’epidermide del continente giacciono 600.000 megatonnellate di sale: sedimentazioni, spesse anche centinaia di metri, lasciate dal mare che 120 milioni di anni fa invase le grandi depressioni dell’Australia centrale. In più ogni dromedario emette scariche di metano (attraverso i gas intestinali) pari a una tonnellata di CO2 l’anno, come un’auto che percorre 5000 km. Per queste ragioni dal 2003 il governo di Canberra ha lanciato una campagna per l’abbattimento di più capi possibile.


Se ti è piaciuto l'articolo fai una donazione anche di un solo euro. Questo sito è finanziato dal contributo dei lettori. Grazie

28/06/2011
Sito con info e commenti di viaggiatori
Australia for Animals (associazione ambientalista)
Animals Australia (associazione animalista)
Australian Backpackers