IN ROMPIGHIACCIO ALL'ANTARTIDE

Avventura tra i ghiacci del Polo Sud, tra pinguni, foche, leoni ed elefanti marini, cormortani, albatross e stazioni meteorologiche

'È meglio cambiare aria, tre foche leopardo adulte insieme sono un pericolo, con un morso bucano il gommone, lo Zodiac ha sei comparti, può reggere l’attacco di uno di questi animali, ma non di tre' spiega Monica, la guida tedesco-argentina. Siamo davanti a un iceberg con su sdraiati tre esemplari di Hydrurga leptonix, una varietà di foca con pelle leopardata, lunghi denti aguzzi e 350 chili di peso per tre metri di lunghezza. Nella baia di Astrolab Island altri colossi di questa specie emergono dall’acqua o si tuffano in mare lasciandosi scivolare sul ghiaccio, sono gli animali più pericolosi dell’Antartide. L’incontro più emozionante di un viaggio spedizione, a bordo di una nave rompighiaccio, in cui tra mare infuriato, sbarchi bagnati, camminate su ghiacciai, vento disperato e rapporti ravvicinati con la fauna antartica non si risparmia adrenalina.

La nave parte da Ushuaia, la città della Patagonia argentina più a sud della Terra, imbocca il canale di Beagle fino al Passaggio di Drake, uno dei punti più mossi degli oceani: due giorni di andata e due di ritorno col mare tra forza sei e forza nove. L’unica consolazione sono gli albatros reali che seguono la nave. Il mare si calma solo quando i primi iceberg annunciano le Shetland del Sud, l’arcipelago a ovest della Penisola Antartica formato da 150 tra scogli e isole vulcaniche. Come King Georg Island dove ci sono basi di ricerca scientifica di otto Paesi. Si fa tappa è a Livingstone, un’isola dominata dai 1790 metri del Monte Friesland, è il punto dov’è più facile incontrare la foca delle proboscide (Mirounga leonina), un gigante del peso di 4 tonnellate per 4 metri e mezzo di lunghezza. Ad Hannah Point – dove sbarchiamo con l’acqua al ginocchio bardati con pesanti parka e stivaloni di gomma coperti da pantaloni impermeabili – se ne incontra una ventina placidamente sdraiate tra i ciottoli della spiaggia incuranti dei pinguini gentoo che si muovono a pochi centimetri dal loro naso. Qui incontriamo anche una coppia di rari pinguini macaroni, i più spettacolari con un disordinato ciuffo giallo sulla testa. Oggi sono protette dall’Antarctic Treaty System, ma a inizio Novecento le Shetland del Sud furono la più attiva base di balenieri e cacciatori di foche. Solo a Livingstone Island vennero uccise 95.000 foche della pelliccia. Qui sono state sterminate orche, megattere e balene azzurre (ridotte a 3000 esemplari): in 12 giorni trascorsi in quello che un tempo era l’oceano delle balene abbiamo avvistato solo qualche coda e spruzzi in lontana. La maggiore base baleniera era a Deception Island, la baia più protetta dell’Antartide, creata dallo sprofondamento di un vulcano e dal crollo di una sua parete. La rompighiaccio ci entra con cautela perché il Neptune Bellows, lo stretto ingresso annunciato da faraglioni che s’ergono dal mare, ha fondali bassi in cui è facile incagliarsi. Il paesaggio è marziano: scogliere rossastre, spiagge nere da cui sale fumo e rovine arrugginite dell’antica stazione baleniera. Lo Zodiac ci sbarca sulla sabbia. L’equipaggio russo scava buche, in pochi minuti emerge acqua sulfurea bollente: uomini e donne si spogliano per un bagno rigeneratore al Polo.

Il mattino ci svegliamo in una baia circondata da un paesaggio rarefatto: iceberg bianchi e blu, picchi innevati, c’è il sole, l’aria limpida e decine di pinguini saltano nell’acqua attorno alla nave. È il Mare di Weddell, il punto più meridionale dell’oceano Atlantico. Sbarchiamo a Brown Bluff, un’isola rocciosa dominata da un picco giallo zolfo, la prima indigestione di pinguini: mescolati a qualche foca, sono decine di migliaia, delle varietà adelie e gentoo, si tuffano in acqua, covano le uova, camminano in fila sul ghiacciaio e ignorano la nostra presenza. La densità animale rende l’idea della lontananza, trasforma in sensazione la realtà dell’Antartide come maggiore regione selvaggia del Pianeta. Un’emozione amplificata al pomeriggio quando mettiamo piede su Paulet Island popolata da centomila pinguini adelie e da migliaia di cormorani. E ancora più la sera quando, prima del tramonto, lo Zodiac naviga su acque placide tra iceberg che il sole colora di oro e di rosa dove i pinguini scivolano festosi come in un gioco. A Paulet ci sono i resti del rifugio di pietra costruito nel 1903 dai naufraghi dell’Antarctic, la nave svedese stritolata dai ghiacci: mangiando pinguini per nutrirsi e bruciando pinguini per scaldarsi sopravvissero a un inverno con temperature a 60 sotto zero. È una delle tante avventure del continente più freddo e meno ospitale, l’unico senza un popolo autoctono, dove l’uomo non è mai riuscito a vivere. La conferma sulla durezza del luogo arriva il mattino dopo a Hope Bay, il vento oltre i cento chilometri orari impedisce lo sbarco alla stazione meteorologica di Esperanza, l’unico insediamento umano nel continente. Per volontà del governo argentino, che ha mire territoriali sulla regione, una settantina di persone vivono in una ventina di edifici rossi: qui nel 1978 è nato il primo bambino dell’Antartide, ci sono chiesa e ufficio postale. Ma la vita è durissima. Per capire il dramma di un inverno al Polo Sud basti pensare che uno scienziato della stazione argentina Almirante Brown quando ricevette nel 1984 l’ordine di trascorrevi un secondo inverno preferì incendiare la base piuttosto che vivere un altro inferno bianco.

Ripercorriamo il canale Antartica, al vento si sommano nebbia e neve, è la scuola delle iceberg: qui impariamo a distinguere il ghiaccio nero (vecchio) da quello blu (colorato dal riflesso della luce), quello verde (con sostanza organica) da quello rosa (con residui di krill, i gamberetti di cui si nutrono balene, foche e pinguini). Ancora sbarchi tra rocce e ghiacciai popolati di pinguini. Una levataccia con crociera sugli Zodiac a Paradise Bay, la fabbrica degli iceberg, dove ciclopici blocchi di ghiaccio si staccano con fragore dal nevaio. Poi seguendo il canale di Lamarie arriviamo a Port Lockroy, dove c’è la base estiva britannica. In un’unica casa in legno vivono quattro persone. Parte dell’edificio è adibito a museo con radio, vecchie attrezzature meteorologiche, sci in legno, stufe e antiquati mutandoni. C’è un ufficio postale dove si può mandare una cartolina a casa. E un negozio che vende libri, mappe, cartoline, t-shirt, felpe e tazze. Sarà pur protetta, ma anche l’Antartide non è scampata alla shopping-mania.

INFO PER SPEDIZIONE E AVVISTAMENTO FAUNA

Le spedizioni in rompighiaccio si effettuano solo durante l'estate artica: da novembre a inizio marzo. A novembre c'è ancora molta neve ed è tutto ghiacciato, si incontrano solo pinguini. In dicembre e gennaio si vedono anche i piccoli dei pinguini. Febbraio e marzo sono il periodo migliore per avvistare foche, leoni ed elefanti marini. 

LETTURE

Artide e Antartide, la grande sfida dei poli, Universale Electa/Gallimard. Endurance, l’incredibile viaggio di Shacleton al Polo Sud, di Alfred Lansing, Tea. Tra le guide: Antarctica, Lonely Planet: solo in inglese; e Antartica a guide to the wildlife di Dafila Scott, Bradt, il migliore vademecum naturalistico, in inglese.

Antarctica: A Biography, di David Day (in inglese) Oxford University Press Usa 2013.

DATI

L'Antartide ha una superficie di 14 milioni di kmq (1,4 volte l'Europa) al 98% ricoperta da ghiacciai permanenti profondi in media 2000 m. E' il luogo più freddo (minima -89°C), ventoso e secco del Pianeta (precipitazioni simii a quelle del Sahara).

RADDOPPIATA IN VENT'ANNI LA VELOCITÀ DI FUSIONE DEI GHIACCIAI

27 luglio 2011. Secondo i ricercatori del Lamont Doherty Earth Observatory della Columbia University di New York e del Natural Environment Research Council di Cambridge, a causa delle forti correnti che scorrono sotto Pine Island (Antartide occidentale), il ghiacciaio si sta sciogliendo in profondità alla velocità di 80 km l'anno. Scartata la prima ipotesi che la capacità erosiva delle correnti oceaniche sia raddoppiata in 20 anni  a causa dell’innalzamento della temperatura dell’acqua di 0,2°C. Il fenomeno è stato attribuito a un fattore contingente. Il sottomarino robotizzato che ha esplorato la zona ha rinvenuto una dorsale sottomarina da cui il ghiaccio si è staccato dando libero accesso alle più calde acque di profondità. Un processo che ha ampliato la cavità sotto il ghiacciaio e aumentato la sua velocità di fusione. Fonte:  Nature Geoscience.

SEMPRE MENO GHIACCIO AI POLI

29/11/2016 Per gli scienziati le superfici di mare coperte di ghiaccio ai poli sono il metro del cambiamento climatico. Dai dati dell'ultimA stagione di disgelo, nel settembre 2016 la superficie di mare ghiacciato si è ridotta del 30 milioni i kmq rispetto al 1980. Solo all'Artico è diminuita di 2 milioni di kmq. Fonte The Economist.

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LA SCOMPARSA DELLE BALENE ALTERA LA BIODIVERSITÁ ANTARTICA 

La caccia alla balena riducendo del 90% il numero di giganti del mare ha alterato gli equilibri biologici delle regioni artiche e antartiche. All’interno della convergenza antartica (dove le acque degli oceani Atlantico e Pacifico incontrano quelle polari) balene, foche e pinguini si nutrono di krill (Euphasia superba), una sorta di gamberetto. Il drammatico calo all’Antartide del numero di balene azzurre (Balaenoptera musculus), la più imponente creatura del Pianeta (pesa 150 tonnellate), ridotte a meno di 3000 esemplari, ha messo a disposizione dei pinguini e delle foche della pelliccia (Artocephalus gazella) maggiori risorse alimentari. Cibo che ha permesso a queste due specie di aumentare l’aspettativa di vita e la capacità riproduttiva. Il numero di esemplari delle sette varietà di pinguini presenti all’Antartide è in costante aumento. Ma quel che più preoccupa i biologi è la crescita esponenziale del numero di foche che – oltre al maggiore cibo a disposizione – non sono più minacciate dal loro predatore naturale, l’orca (Orcinus orca). Una balena, lunga 15 metri per 15 tonnellate di peso, che le leggende marinaresche dipingono come ‘assassina’ perché nei mari del Sud divora pesci, pinguini e foche. Un regolatore biologico decimato da secoli di attività baleniera.

Il problema sta diventando drammatico in Georgia del Sud (un’isola a est delle Falkland all’interno della convergenza antartica), dove il censimento del 2003 ha contato oltre 4 milioni di foche, un numero ormai in difetto secondo i biologi antartici che valutano l’odierna consistenza della specie sull’isola in circa 6 milioni di capi. Le foche estendono il loro territorio sempre più nell’interno, danneggiano la vegetazione e distruggono nidi e ambiente di molte specie di uccelli, soprattutto procellarie (presenti in 11 varietà), cormorani reali e albatros: 30 delle 57 specie catalogate procreano nell’isola. La Georgia del Sud è uno dei più importanti luoghi di riproduzione dell’albatros migratore (Diomedea exulans), il maggiore uccello marino con un’apertura alare di 363 cm e una capacità di crociera di 110 chilometri orari: qui nidificano 4000 copie di queste specie. Oltre agli albatros a sopracciglio nero (Diomedea melanophris), ma questa specie molto più numerosa (600mila coppie) non è a rischio. Come anche gli albatros dalla testa grigia (Diomedea chrysostoma) e gli albatros chiari (Phobetria palpebrata).

Il sovraffollamento della Georgia del Sud induce molte foche a migrare verso l’Antartide, dove il loro numero in continua crescita minaccia un ecosistema fragilissimo con le risorse botaniche limitate a due sole specie. Il proliferare delle foche e il relativo aumento del consumo di krill muta l’equilibrio delle acque antartiche: impedisce il recupero demografico delle balene, che a 21 anni dalla moratoria dell’International Whaling Commission (Iwc) non aumentano di numero. Questi dati sono in parte frutto della ricerca condotta da anni da Louwrens Hacquebord, docente del Centro di Studi Polari dell’Università di Groningen in Olanda. Lo scienziato - che ha vissuto per due mesi nell’ex base baleniera di Deception Island e ha partecipato a spedizioni all’Antartide - negli ultimi anni ha concentrato i suoi studi sulla mutazione degli equilibri biologici all’Artico, dove i norvegesi continuano a cacciare balene. Quelle artiche si nutrono di plancton come la piccola alca (Alle alle), un uccello marino della famiglia delle Alcidae, non menzionato nella storia biologica delle Spitzberger, ma che oggi – in rapida crescita demografica - rappresenta un terzo dell’avifauna di questo arcipelago artico. I dati forniti dalle ricerche di Hacquebord sono allarmanti, perché – come sostiene lo scienziato - potremmo essere solo all’inizio di un fenomeno di mutazione degli equilibri biologici che rischia di ridurre ulteriormente il numero di balene portando diverse specie all’estinzione.

L'EFFETTO SERRA PORTA I GRANCHI GIGANTI

Una ulteriore alterazione della biodiversità antartica è frutto del surriscaldamento globale che ha portato nel bacino del Palmer Deep almeno un milione di granghi giganti (Neolithodes yaldwyni), probabilmente spinti così a sud da correnti di acqua calda.

LA CONVERGENZA ANTARTICA

È la linea circumpolare che – con ampie e irregolari variazioni latitudinali tra i 50° e i 60° Sud – determina il punto di incontro delle acque ‘tiepide’ e salate degli oceani Atlantico e Pacifico con quelle gelide, più dense e per lo più dolci provenienti dall’Antartide. Una linea sparti clima caratterizzata dalla presenza perenne di foschia, generata dal contrasto termico. Una frontiera biologica, perché l’incontrarsi, lo scontrarsi e il fondersi delle due acque produce un singolare ambiente marino molto ricco di plancton che attira una grande quantità e varietà di uccelli e di mammiferi marini. Tutte le isole che si trovano a sud della Convergenza (come la Georgia del Sud, le Shetland del Sud, le Orcadi del Sud e le isole Scott, Balleny, Heard, McDonald, Kerguelen, Bouvet e Peter) appartengono – per geografia e clima – all’Antartide.

LA BASE ITALIANA ALL'ANTARTIDE

La base estiva italiana nella Baia Terra Nova è stata installata nel 1986 per accogliere tecnici e ricercatori (fino a 150) che lavorano a una sessantina di progetti scientifici. Nel progetto del Pnra (Programma nazionale di ricerca all’Antartide) a cui aderiscono Enea e Cnr, i campi affrontati sono molteplici: geodesia, glaciologia, geofisica, ecologia, oceanografia, astrofisica, cartografia, meteorologia, zoologia, sedimentologia e biogeochimica. Tra i principali temi di ricerca c’è la misurazione dei gas a effetto serra: le concentrazioni di ozono stratosferico, monossido di carbonio e anidride carbonica. Un’operazione, intrapresa insieme ai francesi, ha perforato il ghiaccio per 3700 metri con lo scopo di ricostruire il clima terreste degli ultimi 900.000 anni attraverso lo studio dell’aria intrappolata nel ghiaccio. Nel 2004 la base è stata dedicata a Mario Zuchelli, promotore della ricerca italiana al Polo Sud. L'Italia partecipa anche al progetto italo-francese Concordia: situato a 3200 metri di quota studia cambio del clima, astrofisica, fisica dell'atmosfera, glaciologia, sismologia e chimica dell'ambiente.

CHI COMANDA ALL'ANTARTIDE 

Nel 1959, a seguito nell’Anno Internazionale della Geofisica 1957-58, dodici nazioni per la prima volta firmarono l’Antarctic Treaty System: valido a sud del 60° di latitudine, per proteggere la maggiore regione selvaggia del pianeta, dichiarava la sopranazionalità del continente bianco e proibiva attività militari ed esperimenti nucleari. L’accordo è stato ampliato in più occasioni fino a coinvolgere quarantacinque Stati, tra cui l’Italia, e proibire le attività minerarie. Nonostante il trattato, il territorio dell’Antartide è diviso (solo in teoria) tra diversi Paesi e ci sono anche rivendicazioni e dispute territoriali da parte di Cile e Argentina sui territori britannici e francesi. La fetta maggiore appartiene all’Australia, seguita da Norvegia, Gran Bretagna, Francia e Nuova Zelanda.

LE RISORSE DELL'ANTARTIDE

Oltre al 50% dell'acqua dolce del Pianeta, nel sottosuolo ha enormi quantità di uranio, petrolio, gas naturali, minerali ferrosi, nichel, zinco, oro, diamanti, stagno e carbone. Risorse protette da un accordo internazionale che vieta le attività minerarie: siglato nel 1998, è valido 50 anni. Il turismo, iniziato nei primi anni '90, è al momento la prima risorsa economica: 45 rompighiaccio, gli aerei da Punta Arena (Cile), navi crociera e battelli privati portano ogni anno quasi 50.000 turisti tra iceberg e pinguini. La stagione turistica va da dicembre a febbraio, nell'estate australe.

STORIA DELL'ESPLORAZIONE DEL POLO SUD

Il prino a raggiungere il Polo Sud fu il norvegese Roald Amundsen. Esperto di esplorazioni artiche, Amundsen sbarcò nel febbraio 1911  nella Baia delle Balene, sfruttò l’autunno australe per creare depositi di viveri alle latitudini sud 80°, 81° e 82°. Svernò sulla piattaforma di Ross. Il 20 ottobre, in primavera, partì con quattro compagni – l’ufficiale esperto di cani Helmer Hanssen, il conducente di slitte Sverre Hassel, il campione di sci Olav Bjaaland e fiociniere Oscar Wisting – tre slitte e trentasei cani. Superando catene montuose e crepacci, abbattendo metà dei cani per razionalizzare la spedizione, il 14 dicembre 1911 raggiunse quota 90° sud, vi piantò la bandiera norvegese, rilevò l’altezza del sole col sestante e lasciò una lettera per l’esploratore britannico Robert Falcon Scott, impegnato in contemporanea nell’impresa. Amundsen tornò salvo alla base il 25 gennaio 1912. Scott raggiunge il Polo il 17 gennaio 1912, scoprì la beffa e, travolto da una tempesta, morì con tutti i suoi compagni sulla via del ritorno.

TRA 200 ANNI NIENTE PIÙ GHIACCIO ALL'ANTARTIDE

15/03/2014. I ghiacci dell'Antartide potrebbero scomparire in 200 anni. Lo sostiene una ricerca condotta dalla Utrecht University (Olanda) insieme al British Antarctic Survey (www.antarctica.ac.uk) e pubblicata dal Journal of Glaciology (www.igsoc.org/journal). Il fenomeno è il risultato dell'effetto serra che provoca lo scioglimento dello strato di neve che fodera i banchi di ghiaccio. Nella stagione più calda, la neve mantiene bassa la temperatura e permette la conservazione del ghiaccio. L'assottigliamento dello strato nevoso, o peggio la sua scomparsa, porta allo scioglimento dei banchi. Un processo in corso da decenni e testimoniato dal distacco e successivo collasso in mare di ciclopici banchi dalla Penisola Antartica, gli eventi più disastrosi risalgono al 1995 e 2002.

SEMPRE PIÙ SEMI ALIENI IN ANTARTIDE

16/03/2012. Aliens in Antartide, la ricerca condotta da Dana Bergstrom della Divisione antartica siberiana, ha scoperto una grande quantità di spore e semi di specie vegetali introdotta dai turisti (33.000 nel 2008), che nascosti involontariamente negli abiti e nelle suole hanno lasciato cadere 9,5 semi a testa. La specie aliena più diffusa è la Poa annua, una varietà artica che ha già attecchito soprattutto attorno alle basi di ricerca scientifica: non stupisce visto che la stragrande maggioranza degli equipaggi delle navi che portano qui i visitatori sono russi. I semi alieni alterano la regione meno contaminata del globo. Per evitare ulteriori danni, turisti ed equipaggi dovrebbero disinfettare abiti e scarpe prima di atterrare. 

 


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28/06/2011
International Association of Antarctica tour operators
The Economics of Ecosystems and Biodiversity Study
United Nations Environment Programme
Biodiversity Indicator Partnership
Europe Enviroment Agency
Carbon Dioxide Information Analysis Center
National Academy of Sciences of USA (pubblicazioni)
Intergovernmental panel on climate change
British Antarctic Survey
Studi Nasa su riscaldamento globale e oceani