IMMERSIONE NEL FIORDLAND

Foche, pinguini, foreste pluviali, cascate e laghi in una delle regione più selvagge e incontaminate degli antipodi

Appoggiata in un'ansa del lago Wakatipu e circondata dal magnifico scenario delle Remarkables Mountains, Queenstown è la porta d'ingresso del Fiordland, una delle regione più selvagge e incontaminate del Paese. La città è il maggiore centro mondiale per gli sport estremi: qui che, nel 1986, il campione di discesa libera Henry van Asch ha inventato la versione occidentale del bungee jump, perfezionando in termini di sicurezza il rito d'iniziazione praticato dagli adolescenti delle Nuove Ebridi.

Si può godere però Queenstown anche senza cimentarsi in attività alla Rambo. Ci s'imbarca sul battello a vapore che ogni giorno attraversa il lago per visitare una tradizionale fattoria per l'allevamento delle pecore sulla sponda nord. Un tempo i battelli a vapore erano l'unico mezzo di trasporto sul lago Wakatipu: in maori significa , un nome che deriva dalle pulsazioni ritmiche dello specchio d'acqua provocate dai venti e dalle variazioni della pressione atmosferica. Per questa ragione i maori non s'insediarono mai in riva al lago, dove il primo uomo a mettere radici fu un pastore scozzese nel 1862, seguito da migliaia di avventurieri l'anno dopo, quando nei paraggi fu scoperto l'oro.

Lasciamo la mondana Queenstown per la selvaggia Te Anau: adagiata su una sponda dell'omonimo lago, è la principale base per visitare il Fiordland National Park. E' la più grande riserva naturale del Paese, ricamata da decine di fiordi che, rispetto a quelli norvegesi, hanno il vantaggio di trovarsi in un clima meno rigido e più piovoso, più propizio alla vegetazione che fodera le creste delle montagne tra scenari spettacolari. Qui inizia la Nuova Zelanda antartica, una delle regioni più fradice del mondo con una media annua di 200 giorni e 7274 millimetri di pioggia, portati dai Quaranta Ruggenti, i venti delle alte latitudini. Per i maori era stato Tangaroa, il dio del mare, a disegnare Fiordland con un'accetta affilata. In realtà, il paesaggio più fantastico della Nuova Zelanda, un mosaico di fiordi, baie, vette impettite, ghiacciai, laghi, foreste umide, fiumi e cascate, è stato modellato in 500 milioni di anni da acqua, vento e fuoco. La sua peculiarità geologica è però il frutto delle venti fasi glaciali che si sono succedute negli ultimi 2 milioni di anni. Periodi caratterizzati da gelo, da continue nevicate sulle cime delle montagne e dall'estendersi delle braccia dei ghiacciai fino al mare. Al termine dell'ultima era glaciale, 14.000 anni fa, il ghiaccio si è sciolto: sul versante occidentale, il mare si è insinuato nelle gole scavate dall'erosione e ha originato i fiordi; mentre su quello orientale, i ghiacciai trasformati in impetuosi torrenti d'acqua hanno creato i laghi Te Anau e Manapouri. Le foreste umide che coprono le valli di Fiordland fino a 1000 metri di quota sono formate nello strato superiore da faggi, podocarpi e diversi tipi di pini; in quello centrale da felci arboree, piante erbacee e arbusti; e in quello basso da una grande varietà di muschi e licheni. Oltre alle foche, la fauna del parco è rappresentata esclusivamente da uccelli: i non volanti kiwi e takahe (ha le dimensioni di una gallina e il piumaggio blu), il kea (il pappagallo delle nevi), il kakapo (l'unico pappagallo non volante del mondo), il falco, il pinguino del ciuffo e diversi uccelli marini; in totale cinquanta specie. Nei fiordi si vedono facilmente i delfini e in mare aperto può capitare di avvistare capodogli, orche e balene gobbe.

Te Anau è la base di partenza per il Milford Track, un trekking mitico: un lungo (53 km) ma facile itinerario di quattro giorni tra foreste e scenari alpini con vette, sorgenti, laghi e cascate (fiancheggia le Sutherland Falls: le quarte cascate del mondo per altezza, con una caduta di 579 metri), fino a Milford Sound. Da Te Anau partono anche le crociere giornaliere per Doubtful Sound. Per raggiungerlo si attraversa il lago Manapouri in battello, si visita una delle maggiori centrali idroelettriche sotterranee del pianeta (è stata realizzata nel sottosuolo per non alterare il paesaggio), si prosegue in bus all'interno della foresta pluviale fino all'inizio del fiordo e lo si percorre con una seconda motobarca tra pareti (coperte di felci e licheni) che cadono a picco nel mare per centinaia di metri. La profondità dell'acqua permette di avvicinarsi con l'imbarcazione alle rocce per osservare la flora e gruppi di pinguini. Parte da Doubtful Sound anche la nave che attraversa Dusky Sound, il più lungo fiordo della regione (40 chilometri), con un largo ingresso disseminato di isole, scogli e isolotti popolati di pinguini e procellarie: è una crociera impegnativa, dura sei giorni percorrendo diversi fiordi; opera solo in estate. Per partecipare alla più emozionante crociera del Fiordland bisogna però raggiungere Milford Sound.

 La strada che in 120 chilometri unisce Te Anau a Milford Sound offre alcuni tra gli scenari più drammatici della Nuova Zelanda. Al chilometro 31, bisogna fare una sosta al lookout di Te Anau Downs per ammirare la più bella vista sul lago. S'incontrano paesaggi alpini da mozzafiato prima di raggiungere il chilometro 88, dove c'è una deviazione su sterrato per Hollyford Camp: è la base per l'Hollyford Track e per vedere alcune belle cascate, come le Humboldt Falls, raggiungibili con una breve passeggiata attraverso felci e muschi. L'Hollyford Track segue il corso dell'omonimo fiume attraversando tratti di foresta pluviale fino a Martins Bay: sono 22 ore di facile cammino, sul sentiero s'incontrano cinque rifugi dove pernottare. Da Martins Bay si può prenotare il ritorno in aereo o in motoscafo rivolgendosi al visitor centre di Te Anau), o costeggiare Big Bay e camminare per altre 22 ore fino al rifugio del Lake Alabaster: su questo percorso non ci sono però posti tappa e da qui all'Hollyford Camp sono altre 7 ore di marcia; sentiero e rifugi sono aperti tutto l'anno.

 Raggiunto Milford Sound si scopre il paesaggio più magico di tutta la Nuova Zelanda, con tramonti drammatici che tingono di rosso la piccola baia tra l'odore del mare, il verticale Mitre Peak con pareti che precipitano nel fiordo da 1695 metri d'altezza, e la vista sui ghiacciai.


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28/06/2011
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