SULLE MONTAGNE DI EDMUND HILLARY

Le Southern Alps e un itinerario sulla selvaggia West Coast dell’Isola del Sud della Nuova Zelanda

Il 29 maggio 1953, l’alpinista neozelandese Edmund Hillary, conquistò per primo la vetta dell’Everest in compagnia dello sherpa nepalese Norgay Tenzing. Un’impresa resa possibile da un lungo allenamento, da diciotto anni di scalate sulle Southern Alps dell’Isola del Sud della Nuova Zelanda. Una catena di rilievi articolata sul versante ovest dell’isola. Qui Hillary partecipò alla prima ascensione nel 1935, a 16 anni. Nel 1950 ci cimentò invece sulle Alpi europee. Allevatore di api, come molti altri neozelandesi andava in montagna per istinto e considerava l’alpinismo un’attività amatoriale. Quando la regina Elisabetta ricompensò la sua impresa con il titolo di baronetto, Hillary fu imbarazzato: dichiarò con ironia. Un’affermazione in pieno stile kiwi, il nomignolo affibbiato ai neozelandesi: gente dura e sobria che mescola un buon livello di istruzione con uno spiccato spirito di avventura, uomini pratici e informali che disdegnano i cerimoniali. Come i montanari che sulla West Coast vivono in riva all’oceano. Perché questa regione della Nuova Zelanda presenta un ecosistema unico: un mosaico di ghiacciai, giungla e mare. La vista è straordinaria dai piccoli aerei da turismo che sorvolano la costa: tra le nuvole, che di rado lasciano libero il campo, appare un irreale intreccio cromatico di blu, verdi e bianchi. Perché alcune braccia dei nevai si inoltrano nella foresta pluviale e digradano fino a 20 km dal Mare di Tasman. Come i ghiacciai Fox e Franz Josef: da dove partono i voli panoramici sulla regione.

Il paesaggio delle Southern Alps ricorda le nostre Alpi con foreste, ghiacciai e cime innevate che si specchiano nei laghi. L’orizzonte è dominato dai 3765 metri del Mount Cook, Aorangi, ovvero “il buca nuvole” come lo chiamano i Maori: il suo comprensorio ospita 22 vette oltre i 3mila metri. La quota, più bassa delle Alpi europee, non deve trarre in inganno. Il Mount Cook è una meta alpinistica molto ardita a causa dei repentini cambi di clima provocati dai Quaranta ruggenti, i venti delle basse latitudini. L’instabilità del clima è legata alla vicinanza di un mare – a soli 44 chilometri dalla vetta – sconvolto da continue perturbazioni provenienti dall’Antartide.

Il clima fradicio della West Coast  (7000 mm annui di pioggia) è all’origine della singolarità paesaggistica di un’isola che lo scrittore anglo-indiano Rudyard Kipling definì . Perché appartiene a una categoria di bellezza difficile da confrontare con altre regioni. Alle Southern Alps si sommano ampi tratti di foresta pluviale temperata: dove Jane Campion girò il film Lezioni di piano. E bizzarre formazioni rocciose come le Pancake Rocks, così chiamate perché sembrano frittelle sovrapposte, il frutto di un lunghissimo lavoro erosivo di mare, vento e pioggia: hanno cominciato a formarsi nell'Oligocene, 30 milioni di anni fa, alternando strati di fango, argilla e conchiglie.


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28/06/2011
Planet Mountain