IN LAPPONIA FINLANDESE

A nord del Circolo Polare Artico, tra i grandi spazi per scoprire la vita dei Lapponi e condividere la passione finlandese per il vagabondaggio silvestre

In Lapponia immense foreste di conifere e betulle si alternato a laghi bordati di onagracee in fiore, a fiumi di acqua nerastra brulicanti di trote, salmoni, lucci e pesci persico, e alla steppa. È una terra aspra dal clima imprevedibile, dove i temporali terminano con arcobaleni tra sconfinati cieli polari. Centomila abitanti vivono in una regione poco più piccola dell’Italia settentrionale. E coltivano il mito del vagabondaggio silvestre, nella landa in cui Arto Paasilinna ha ambientato L’anno della lepre, la fuga ecologico umoristica di un giornalista di Helsinki. Ogni estate migliaia di finlandesi trovano pace e silenzio camminando per settimane, spesso soli, nelle selve: dormono in tenda o in capanne sparse tra i pini, pescano e portano nello zaino fornello, abiti caldi, carne di renna secca e pesce affumicato.

Un viaggio iniziatico nella terra con la maggiore concentrazione di Sami: meglio noti come Lapponi, sono l'ultimo popolo indigeno d'Europa, arrivato in Finlandia nel Cinquecento. Etnie con lingua, costumi, religioni e tradizioni diverse. Pastori di renne, un tempo erano nomadi e abitavano in clan nei kota, tende simili a quelle degli indiani d'America col pavimento formato da rami di betulla coperti di pelli. La politica di assimilazione del governo finlandese li rese stanziali, ma dal 1970 iniziò la loro rinascita culturale. Insegnano le loro lingue nelle scuole. Indossano colorati costumi in feste e matrimoni. Eleggono un Parlamento Sami con potere solo consultivo: ha sede a Inari. Poco a nord si scopre lo stile di vita di una famiglia di allevatori Lapponi all’Inari Reindeer Farm. Le renne vengono marchiate nelle notti d’estate – prima della stagione degli accoppiamenti (settembre-ottobre), quando il sole illumina la Lapponia 24 ore al giorno e il fresco notturno tacita le zanzare. L’autunno è il periodo più impegnativo per gli allevatori di renne: radunano gli animali, scelgono i capi da macellare, seccano e affumicano la carne per l’inverno. Nelle fattorie lavorano soprattutto maschi, la maggioranza delle ragazze migra nel sud, qui con inverni a 40 sotto zero la vita è troppo dura. Ma l’estate non sembra così faticosa. Hetta, ad esempio, ricorda un depliant sullo stile di vita finlandese coi mökki (chalet) di legno rosso in riva al lago, i recinti coi cavalli, i prati in fiore che digradano verso minuscole spiagge dove c’è sempre ancorata una vecchia barca, le anatre che nuotano tra piante lacustri e all’orizzonte isolotti sepolti di vegetazione. Il clima è mutevole, ma dopo ogni pioggia compaiono gli arcobaleni. E per combattere il freddo ogni casa ha una sauna: un rito associato all’identità nazionale. Non c’è scuola, albergo, ristorante, fabbrica o ufficio senza sauna. Nei mökki della Finlandia rurale era il locale più importante: dove partorivano le donne e venivano lavate le salme prima del funerale. E il suo interno secco permetteva di fare essiccare salsicce e carne di renna.

A Sevettijärvi vive una comunità di trecento Sami Kollta: emigrarono in Finlandia nel 1949 dalla penisola di Kola, hanno cognomi russi e fede ortodossa. Tra lingue di sabbia che si inoltrano nei laghi – in Finlandia ce ne sono 190.000, uno ogni 27 abitanti – e isolette foderate di betulle, Sevettijärvi è un insediamento di trecento Sami sparsi lungo una strada di 50 chilometri. Il suo ‘centro’ è composto da due case; la scuola per 45 bambini con annessi mensa, dormitorio e stamperia per libri di testo in Sami; e la chiesa col cimitero.

Tornando verso sud si incontra Sodankkilä con l’Osservatorio di geofisica di Tähtelä, il maggiore centro di studio sull’aurora boreale. Il fenomeno celeste che - da settembre ad aprile - investe i cieli polari con onde di luce blu, verde e rossa. Sulla strada tra Tankavaara e Rovaniemi non bisogna mancare Suvanto, un villaggio nell'elenco dei paesaggi agricolo culturali da conservare. É il più antico borgo della Lapponia, l'unico scampato ai nazisti che, durante la ritirata, rasero al suolo tutte le città lapponi. L'ultimo esempio di una comunità rurale con tutte le case costruite in legno secondo l'architettura tradizionale della Finlandia del nord. Adagiato sulle rive del fiume Kitinen, è composto da edifici che datano tra il Seicento e l'Ottocento. Fattorie, laboratori artigianali, scuola, guesthouse, birreria: molti con mobili in legno fabbricati a mano, tutti perfettamente restaurati, tanto da aggiudicarsi nel 1991 il premio di Europa Nostra.


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28/06/2011