TRA I FENICOTTERI DELLO YUCATAN

Fiumi e paludi disegnato una destinazione top per il birdwatching con uccelli stanziali e rotte migratorie

Lo Yucatán - oltre a siti archeologici Maya, architettura coloniale e spiagge caraibiche, ospita alcune importanti riserve naturali. La più nota è il Parque Ecologico de Celestun: grande un terzo della Valle d’Aosta, è situato alla foce dell’omonimo fiume, incontro di acque dolci e salate. Lo si esplora in barca con escursioni di due ore per inoltrarsi tra le braccia paludose del rio e tra foreste di alte mangrovie rosse che coprono metà della superficie del parco. La sua costa è invece formata da dune di sabbia. Diversi habitat che originano 71 varietà botaniche endemiche e ospitano quattro delle sette specie di tartarughe presenti in Messico e 91 tipi di uccelli acquatici, oltre a insetti e crostacei. Celestun è la meta favorita dei birdwatcher, che vi avvistano facilmente grandi stormi di fenicotteri, oltre a ossifraghe, pellicani grigi, cormorani, pappagalli, martin pescatore, ibis, sterne e garzette. Il parco, creato nel 1979 per conservare la biodiversità e i processi idrogeologici dell’area, si trova a 90 km da Merida, a cui è collegato da un bus pubblico (due ore e mezza di viaggio). Sulla strada tra Merida e Celestun, deviando a Sisal sul Camino Viejo, si raggiunge invece la Riserva Statale di El Palmar: la più importante destinazione ornitologica. Un’area costiera di 5 kmq, protetta (dal 1991) perché è sulla rotta degli uccelli migratori che attraversano il Golfo del Messico. Trecento specie di volatili, tra cui 87 varietà stanziali, la raggiungono a causa del mosaico di paludi, cenotes (bacini naturali) e sorgenti che formano la sua zona umida. Sono il frutto dei sistemi sotterranei di infiltrazione dell’acqua di una regione carsica priva di fiumi in superficie. El Palmar si distingue da Celestun per i grandi flamboyant con infuocate fioriture e per la possibilità di assistere alla nascita dei piccoli di tartaruga. La madre deposita le uova in una buca nella sabbia e, dopo meno di due mesi, le tartarughine (pesano 20 grammi) rompono il guscio e cercano di prendere il mare.

MarViva, fondazione per tutela coste e risorse marine del Centroamerica