IN VALLE PESIO È TORNATO IL LUPO

Un parco naturale dove incontrare camosci, cervi, caprioli, cinghiali, ermellini e lepri

Il ritorno del lupo testimonia la salute ambientale del Parco Naturale Alta Valle Pesio e Tanaro, una riserva naturale di 6770 ettari al centro delle Alpi Liguri, in cui vivono camosci, cervi, caprioli, cinghiali, ermellini e lepri variabili. Gli ungulati selvatici sono le prede preferite del lupo che - giunto qui nel 1996 dal vicino parco francese del Mercantour - si riproduce ed è una presenza stabile nel territorio. I birdwatcher non devono dimenticare il binocolo, perché qui oltre alle più diffuse specie alpine come l’aquila, il gufo reale, il picchio muraiolo e il gracchio corallino, si avvistano varietà più rare come il gallo forcello (minacciato dal proliferare dei cinghiali), la pernice bianca e il picchio nero.

Grazie alla sua particolare posizione, con un clima che risente degli influssi marini provenienti dal vicino Mediterraneo, il parco custodisce un patrimonio floreale unico ed estremamente variegato: vi crescono circa un quarto delle specie vegetali presenti in Italia, con un connubio tra piante alpine e mediterranee. L’area protetta si sviluppa in due valli - la Valle Pesio e una porzione dell'Alta Val Tanaro - circondando l’imponente massiccio calcareo del Marguareis (2651 metri), il più esteso sistema carsico del Piemonte con una rete di oltre 150 km di grotte sotterranee, in parte ancora inesplorate, una Mecca per gli appassionati e gli studiosi di speleologia. Il Marguareis è anche un’ottima meta per gli escursionisti. Anche gli alpinisti meno esperti possono compiere il giro del massiccio in cinque giorni grazie alla rete in alta quota dei rifugi Pian delle Gorre, Garelli, Mondovì, Mongioie e Don Barbera. Tappe obbligate nell’itinerario tra boschi di larici, pini, ma soprattutto abeti bianchi; tra pianori, valloni, ruscelli, passi, alpeggi e laghi. Ma anche golose soste gastronomiche, dove ci si rigenera dalle fatiche della montagna con generosi piatti di polenta concia con formaggi di alpeggio, o condita con spezzatino, cinghiale in umido, salsiccia o coniglio al civet.

Una passeggiata molto meno impegnativa, ma ricca di suggestioni paesaggistiche, porta in poco più di un’ora attraverso un facile sentiero dal rifugio del Pian delle Gorre a tre spettacolari cascate, tra cui il Pis del Pesio, un salto d’acqua di trenta metri. Il parco racchiude nove antichi forti di frontiera che gli appassionati di mountain-bike possono ammirare seguendo un itinerario ciclo-escursionistico con diversi livelli di difficoltà.

Scendendo di quota le conifere lasciano il posto alle latifoglie, in boschi dove gli originali faggeti sono stati integrati da alberi più utili all’economia agricola della montagna, come castagni, aceri, frassini, tigli, ciliegi e olmi. Tra le piante volano i merli acquaioli e le ballerine gialle, mentre gli aironi cenerini si appostano in riva ai ruscelli per cacciare le trote. Qui, dove l’uomo ha ridisegnato la natura, tra campi coltivati e cascine, il Parco abbina la ruvida bellezza delle sue valli alpine con architettura, cultura, con mostre e spettacoli. Come nella Certosa di Pesio, un prezioso edificio del 1173 con un chiostro e un elegante loggiato: abbandonata a inizio Ottocento, è stata restaurata dai Padri della Consolata che oggi lo occupano. Nella sede del Parco, a Chiusa Pesio, è stata allestita una collezione permanente di 300 foto in bianco e nero di Michele Pellegrino, una ricerca - incentrata sull’ambiente alpino e sulla vita dura dei valligiani nei decenni scorsi - che vuole sensibilizzare i visitatori al recupero e alla valorizzazione del patrimonio naturalistico e culturale della regione.

La montagna dà spettacolo anche nella vicina Riserva Naturale dei Ciciu del Villar. Vicino a Villar San Costanzo si trovano i ciciu, una bizzarria geologica: decine di colonne di erosa pietra calcarea alte fino a dieci metri sovrastate da macigni di gneiss; sembrano giganteschi funghi.

 

L’ASSESSORE LEGHISTA VUOLE ABBATTERE I LUPI

15 luglio 2011. A seguito della morte di 82 pecore e capre, il leghista Claudio Sacchetto, assessore all’agricoltura della Regione Piemonte, ha chiesto al ministero competente di poter avviare un abbattimento programmato di lupi. Animali già estinti in Piemonte e reinseriti a fatica dal 1995 col Progetto Lupo della Regione in collaborazione con la Francia. Oggi si contano meno di 50 esemplari divisi in 14 branchi (5 nel Torinese e 9 nel Cuneese). Secondo Giuseppe Canavese, vicedirettore del Parco Alpi Marittime: ‘Non c’è evidenza che si tratti di lupi, perché di solito attaccano singole pecore mentre quasi tutte le morti sono state provocate dal panico generato da un attacco al gregge. Il lupo è protetto dalla convenzione di Berna, solo la Ue può rilasciare un nulla osta per abbattimenti, per i quali non ci sono le condizioni perché non è stato raggiunto il numero minimo di lupi per scongiurare il loro rischio d’estinzione’.

 

LINK OASI ORNITOLOGICHE NEL CUNEESE

Associazione Centro Cicogne e Anatidi di Racconigi www.cicogneracconigi.it

Oasi Crava Morozzo  www.oasicravamorozzo.it

Oasi Naturalistica La Madonnina www.oasilamadonnina.eu

 

 

 


 

 


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28/06/2011
Progetto Lupo Regione Piemonte
Wwf sul lupo
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