SCOPRIRE L'ENTROTERRA SUL SENTIERO LIGURIA

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Una rete di 600 km di piste e mulattiere attraversa l'intera regione a diverse quote collegando La Spezia alla Francia. Abbiamo seguito uno dei suoi tratti più suggestivi in provincia di Imperia dal monte Bignone a Dolceacqua.

In Liguria, di fronte al mare, l'entroterra offre un paesaggio inatteso, aspro e dolce allo stesso tempo. Vette impettite, rocce e boschi nella parte più alta dei Monti Liguri (parte delle Alpi Marittime). Terrazze coltivate a ulivo, praterie erbose, vigne, straordinarie fioriture, altri boschi e grappoli di case in pietra a formare i paesi arroccati sulle creste delle colline sotto gli 800 metri di quota. Territori complementari, serviti da un'antica rete di sentieri e mulattiere che collegano i monti ai villaggi e questi ultimi alla costa e - attraverso l'Alta Via dei Monti Liguri - la Lunigiana (La Spezia) a Ventimiglia e alla Francia.

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SENTIERO LIGURIA

Il Sentiero Liguria è un itinerario escursionistico per gli amanti del trekking che - in oltre 600 km - collega Luni (Ortonovo, La Spezia) a Grimaldi (Ventimiglia). Percorribile in entrambi i sensi è una via verde che si articola in 29 tappe attraverso le quattro province liguri. Tra boschi di lecci, uliveti, vigneti, lidi e scogliere disegna una rete per camminatori e appassionati di m-bike unendo sentieri, mulattiere, piste militari, antiche strade romane e percorsi religiosi: unisce la Via Francigena ai Cammini di Santiago attraverso le Grandes Randonées francesi. Aperto tutto l'anno grazie al clima mite, il Sentiero offre la vista sul golfo ligure per gran parte del suo percorso. Integrato nelle rete escursionistica ligure, il Sentiero è collegato alla rete ciclabile ligure) e con l'Alta Via dei Monti Liguri. Più o meno impegnativo a seconda di tratti e quote, è servito da trasporti integrati, strutture ricettive e ristoranti che servono i tipici piatti regionali. Il Sentiero Liguria fa parte del progetto Intense, integrato nell'Interreg europeo per lo sviluppo del turismo sostenibile con mobilità dolce e intermodalità come prospettiva di crescita socioeconomica per l'area transfrontaliera tra Italia e Francia. #lamialiguria #intenseproject

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DAL MONTE BIGNONE A DOLCEACQUA

Un itinerario molto suggestivo per gli aspetti paesaggistici, botanici, zoologici e antropologici collega - in provincia di Imperia - il monte Bignone (1299 m nel Parco Naturale di San Romolo) a Dolceacqua, toccando - nei circa 15 km di percorso - i paesi medievali di Perinaldo e Apricale, dotati di strutture ricettive. Il trekking è diviso in due tratti distinti. Dal monte Bignone a Perinaldo, un itinerario (10 km) interamente naturalistico con frequenti scorci panoramici sia sulla costa che sulle Alpi Marittime. Dall'ottocentesca chiesetta di San Romolo si digrada attraverso boschi di roverella, pino silvestre, pino marittimo, castagno, leccio, erica arborea e corbezzolo. Un territorio popolato di caprioli, cinghiali, scoiattoli rossi, volpi, faine e tassi. Per i birdwatcher - oltre a falco picchiaiolo, biancone, picchio (nero, rosso e verde), gufo reale, cincia e tordela - c'è una rarità: il fiorrancino (Regulus ignicapilla), l'uccello più piccolo d'Europa, lungo appena 9 cm pesa al massimo 5 grammi; verde nella parte superiore, ha i lati del collo dorati e la pancia bianca. E da Perinaldo a Dolceacqua, attraverso la Val Nervia, in un territorio molto più antropizzato con case, chiese, muretti a secco, ginestre e terrazze coltivate a ulivo e vite. Qui si producono le pregiate olive taggiasche e il Rossese, un vitigno che cresce tra le rocce e dà un generoso vino rosso che sfiora i 14 gradi.

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IL TURISMO HA RIMPIAZZATO L'OLIO D'OLIVA

Di grande interesse la visita e il soggiorno nei borghi di Perinaldo e Apricale, dove negli ultimi decenni l'economia è cambiata radicalmente. Il crollo globale del prezzo dell'olio d'oliva ha in parte spopolato i due paesi e abbandonato le colture di ulivi. Le case lasciate dai liguri sono state in parte acquistate e popolate da turisti nordeuropei: soprattutto tedeschi e scandinavi che hanno ristrutturato le antiche abitazioni e ripopolato questa parte dell'entroterra. Ad Apricale sono stranieri il 20% dei 624 abitanti. A Perinaldo, a fronte di 900 abitanti, il Comune ha registrato oltre 400 permessi di soggiorno a stranieri che hanno acquistato immobili. Volano del turismo (rappresenta l'80% dell'economia locale) ad Apricale è stata la realizzazione di un albergo diffuso con 40 stanze: intervento di valore ambientale perché fornisce strutture ricettive ristrutturando le case esistenti mantenendo estetica e integrità del borgo medievale senza produrre nuove cubature.

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APRICALE

Per la sua conformazione, è costituito da case in pietra aggrappate su una collina, Apricale (273 m slm) si è aggiudicato i titoli di borgo più bello d'Italia e bandiera arancione, la certificazione del Touring Club per i piccoli borghi a misura d'uomo dell'entroterra italiano, luoghi eccellenti da scoprire per gli aspetti storico, culturale ed enogastronomico. Il dedalo delle sue stradine acciottolate porta alla piazza della Chiesa, centro sociale del borgo con due ristoranti, e all'antico castello che domina l'abitato e ospita un museo che racconta con documenti, manufatti e varia memorabilia i personaggi che vi passarono: da Carlo Alberto sulla via dell'esilio in Portogallo, fino a Anna Cristina Bellomo, la Contessa di Apricale che durante la Belle Epoque fu amante dello Zar di Russia.

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PERINALDO

Un altro borgo bandiera arancione, meno turistico ma non meno affascinante. Appoggiato sulla cresta di una collina tra ginestre e coltivazioni di mimose e carciofi (è un presidio Slow Food), Perinaldo (572 m slm) è un borgo medievale, famoso perché diede i natali all'astronomo Gian Domenico Cassini (1625-1712), scopritore degli anelli di Saturno e della meridiana inversa, primo astronomo alla corte del Re Sole. Vita e opera di Cassini sono illustrate da una serie di affreschi che decorano le stradine in pietra del paese. Il Comune ospita un osservatorio astronomico aperto ai visitatori.

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DOLCEACQUA

Il sentiero della Val Nervia scende a Dolceacqua (51 m slm), dominata dai resti dell'imponente castello dei Doria: ospita un museo. Si entra in città attraverso la parte vecchia con case in pietra e stradine acciottolate, fino al ponte di pietra immortalato in alcuni quadri dell'impressionista Claude Monet. Bandiera arancione, Dolceacqua è la sede nazionale dell'omonima associazione del Touring Club Italianodolceacqua-castello-doria-e-borgo-vecchio

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25/05/2018

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