PERCHÉ ECOTURISMO

L'ecoturismo è strategico per l’ambiente perché il turismo è da 20 anni l’industria in maggiore crescita. Fenomeno nel quale il settore naturalistico è in continua ascesa, soprattutto in Nord America e Nord Europa, da dove vengono le masse di viaggiatori globali, ma anche le aree che da sempre segnalano le tendenze. E i trasporti, strumenti chiave dell’industria turistica, contribuiscono al 25% dell’effetto serra. Coniugando giornalismo e impegno ecologista, raccontiamo i luoghi insieme alle criticità di territorio, fauna e popoli indigeni. Per rendere i viaggiatori responsabili e rispettosi del pianeta.



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ETIQA, MINDFULNESS

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Mindfulness pratica di consapevolezza - Mindfulness di John Kabat Zinn Protocollo MBSR - Osservazione e modulazione del respiro - Osservazione delle emozioni - Esercizi di yoga e postura

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e per smuovere eventuale tendenza alla depressione, comunicare meglio con gli altri, scoprire nuovi percorsi 

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UN MARE DI PLASTICA

I dati del censimento compiuto dall'OGS dei rifiuti di plastica presenti nei mari italiani con particolare attenzione su Adriatico e Ionio. Secondo l'Onu la plastica negli oceani è uno dei più gravi rischi per il futuro del pianeta.

18/04/2018


LO STRAORDINARIO MARE DELLE FILIPPINE

LO STRAORDINARIO MARE DELLE FILIPPINE

Meta top per gli amanti del mare con 40.000 chilometri quadrati di barriere coralline, un’infinità di isole, spiagge tropicali e di x-spot per immersioni.
MIGLIORA IL RIUTILIZZO DELLE FERROVIE DISMESSE

MIGLIORA IL RIUTILIZZO DELLE FERROVIE DISMESSE

Grazie a greenways e treni storici 1400 km di binari in disuso tornano al servizio dei cittadini.
GUJARAT, VEGETARIANO MA NON TROPPO

GUJARAT, VEGETARIANO MA NON TROPPO

Nello Stato dell'India nord-occidentale in cui nacque il Mahatma Gandhi molte città vietano il consumo di carne e uova, ma il boom economico sta riducendo il numero di vegetariani.
L'ECONOMIA DELLA BICICLETTA

L'ECONOMIA DELLA BICICLETTA

Legambiente calcola il PIB, il Prodotto interno bici, il valore economico generato dalle due ruote: è appena lo 0.35% del PIL. E l'Italia si scopre sotto la media europea, col Nord che distacca il Sud di troppe lunghezze.
UCCELLI MARINI, DUNE E SPIAGGE DESERTE: SORPRESA SULLE ISOLE FRISONE OLANDESI

UCCELLI MARINI, DUNE E SPIAGGE DESERTE: SORPRESA SULLE ISOLE FRISONE OLANDESI

Dieci isole in gran parte selvagge ribaltano lo stereotipo dell'affollata Olanda. Mete per birdwatcher e per chi cerca un'immersione totale nella natura.
Le isole Svalbard (Norvegia) hanno il backup di un milione di varietà di sementi, per ripristinare le colture cancellate da calamità naturali, guerre e cambiamenti climatici.


NOTIZIE

CINA E GIAPPONE RESPONSABILI PER L'ISOLA DI PLASTICA DEL PACIFICO

CINA E GIAPPONE RESPONSABILI PER L'ISOLA DI PLASTICA DEL PACIFICO

Sono Cina e Giappone i principali responsabili dell' isola di plastica dell'oceano Pacifico (the Great Pacific Garbage Patch), secondo lo Scientific Report di Nature su un terzo dei rifiuti che formano la famigerata piattaforma galleggiante ci sono scritte cinesi e su un altro terzo scritte giapponesi. La plastica arriva per lo più da pescherecci (il 46% del totale è formato da reti da pesca che imbrigliano gli altri scarti creando massa), navi cargo e allevamenti di pesci e gamberi. Solo l'8% è formato da microplastiche (residui di uso domestico). L'indagine, elaborazione di dati ricevuti da navi e aerei, stima la dimensione dell'isola - situata tra California e Hawaii - in 1,6 milioni di kmq: in forte aumento rispetto alle precedenti stime, il report del 2013 di Marina degli Stati Uniti e Algalita Marine Research Foundation valutava la superficie in 700.000 kmq. L'isola è formata da almeno 79.000 tonnellate di plastica. La situazione non può che peggiorare visto che il consumo globale di plastica è in costante aumento e nel 2017 ha raggiunto il record di 320 milioni di tonnellate.

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12/04/2018 10:07
BORACAY E PHI PHI CHIUSE PER INQUINAMENTO

BORACAY E PHI PHI CHIUSE PER INQUINAMENTO

Chiuse per inquinamento due delle più famose spiagge del Sudest Asiatico: Boracay e Maya Bay di Phi Phi Island. Le acque di Boracay, la più famosa destinazione balneare delle Filippine con oltre un milione di visitatori l'anno (un sesto dell'intera affluenza nell'arcipelago), con 4 km di finissima sabbia bianco talco (era considerata una delle 10 spiagge più belle del mondo) hanno un altissimo livello di colibatteri o per dirla con le parole di Rodrigo Duterte, il draconiano presidente filippino, «sono un cesso che puzza di merda», a causa degli scarichi di 500 strutture alberghiere con in totale 14 mila stanze. L'isola (7 kmq), dove lavorano 35mila addetti al turismo, resterà offlimits da aprile a ottobre, la bassa stagione che comprende i monsoni.
In Thailandia, la magnifica Maya Bay, la spiaggia di Phi Phi Island resa famosa dal film The Beach con Leonardo Di Caprio, è chiusa al turismo dallo scorso febbraio - che qui è altissima stagione, perché la massa di visitatori, sbarcati ogni giorno dai tour nella regione, è incompatibile con la sostenibilità ambientale e i suoi ecosistemi hanno bisogno di riposo forzato per riprodursi. In Thailandia diverse isole del Mar delle Andamane, comprese in parchi nazionali o riserve marine, vengono chiuse al turismo ogni anno, di solito durante la stagione dei monsoni (la nostra estate), per permettere a flora, fauna e barriere coralline di rigenerarsi.

05/04/2018 09:59
CARO ASINO IN AFRICA

CARO ASINO IN AFRICA

La domanda cinese di eijao, una gelatina fabbricata facendo bollire la pelle d'asino e considerata uno strabiliante tonico in tutta la Cina, ha fatto salire in modo astronomico il prezzo di questi animali in tutta l'Africa. In Kenya il costo d'acquisto di un asino è salito del 325% negli ultimi 6 mesi. Un fenomeno disastroso per le aree rurali più povere del pianeta dove l'asino è la bestia da soma per eccellenza, il motore di molte zone rurali che a questi prezzi non possono più permettersi di comprare un nuovo animale.

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03/04/2018 15:50
INIZIATA UNA CAMPAGNA PER PULIRE L'EVEREST

INIZIATA UNA CAMPAGNA PER PULIRE L'EVEREST

Ha preso il via una campagna per pulire il monte Everest, il tetto del mondo con 8848 m, con l'obiettivo di raccogliere e spostare con aerei 100 tonnellate di rifiuti lasciati da turisti e alpinisti sui sentieri per raggiungere la vetta himalayana. Un lavoro lungo se si pensa che il primo giorno di lavoro solo 1200 kg di rifiuti sono stati trasportati da Yeti Airlines dall'aeroporto di Lukla a quello Kathmandu per essere riciclati. La maggioranza dell'immondizia lasciata in quota è formata da lattine e bottiglie di birra, scatolame, bombole di ossigeno e varia attrezzatura alpinistica: materiali che possono essere riciclati nella capitale nepalese. Il programma di pulizia è organizzato dal Sagarmatha Pollution Control Committee (SPCC) - Sagarmatha è il nome nepalese dell'Everest - ed è attuato dagli sherpa, le locali guide himalayane. Secondo lo SPCC, più di 100.000 persone, tra cui 40.000 tra alpinisti ed escursionisti, hanno raggiunto nel 2017 il campo base dell'Everest. Troppi. Perché se anche fossero coscienziosi e riportassero a casa i loro rifiuti solidi (cosa che molti non fanno) resterebbe il problema dei rifiuti biologici. La Nepal mountaineering association (www.nepalmountaineering.org) dal 2015 ha lanciato l'allarme per le feci lasciate dai visitatori: rappresentano un pericolo sanitario. Per rimediare lo SPCC ha installato gabinetti smontabili nei più importanti campi base dell'Everest.

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21/03/2018 11:10